feb 23

Purtroppo nelle ultime settimane ho avuto poco tempo per curare il blog.

Mi limito a segnalarvi questo divertentissimo sfottò di Android contro l’iPhone. :)

gen 31

Dopo le improvvide uscite del CEO di Google sul tema privacy, Google è passata al contrattacco pubblicando un breve (ed efficace) video che cerca di tranquillizzare gli utenti circa l’utilizzo dei dati personali da parte di big G.

Ho diverse riserve in tema di trattamento dei dati personali da parte di Google, tuttavia è giusto fare sentire anche l’altra campana… per cui eccovi la video-difesa di Google.

gen 2

Come riportato da diversi quotidiani, il 5 gennaio Google sbarcherà direttamente nel mercato della telefonia mobile, affiancando il proprio marchio a un telefonino. Il telefono si chiamerà Nexus One, monterà la nuova versione di Android 2.1 e verrà presentato ufficialmente nel corso del CES di Las Vegas.

Del telefonino sono circolate immagini, videorecensioni ed è noto pure il prezzo (di poco superiore ai 500 dollari): una strategia di comunicazione opposta a quella di Apple.

Il terminale in realtà è prodotto da HTC, che commercializzerà il terminale in parallelo con il nome “Bravo”. Dalle videorecensioni il telefono sembra davvero comodo e funzionale e il software maturo.

Dopo il Motorla Droid/Milestone (altro ottimo terminale), Android inizia a mostrare i muscoli.

dic 15

In seguito all’intervista al CEO di Google, nella quale si è cercata di minimizzare l’importanza della tutela della privacy, Quintarelli ha segnalato la “reazione” di Asa Dotzler, uno dei “coordinatori” del progetto Mozilla, il quale ha (indirettamente) consigliato sul proprio blog di utilizzare Bing e non Google:

And here’s how you can easily switch Firefox’s search from Google to Bing. (Yes, Bing does have a better privacy policy than Google.)

Personalmente non sono per “boicottare” Google, ma sono per un utilizzo consapevole di Internet e ritengo fondamentale che gli utilizzatori siano consci del trattamento dei propri dati personali.

Deve essere chiaro a tutti che “una cronologia delle ricerche è l’istantanea degli interessi, delle relazioni e delle intenzioni dell’utente”.

Spesso invece “La maggior parte degli utenti Internet non si rende conto dell’enorme quantità di dati elaborati sulla base delle loro abitudini di ricerca, né delle finalità per le quali vengono usati. Se non sono consapevoli del trattamento, non possono prendere decisioni informate al riguardo.”

Io sono per il consenso informato: le persone devono conoscere (e devono essere messi in grado di comprendere) quante informazioni (rectius, dati personali) vengono elaborati da un motore di ricerca e quali siano le “conseguenze” di tale trattamento. In altre parole deve essere a tutti chiaro che unendo diverse informazioni apparentemente “anonime” (query di ricerca, data e ora, indirizzo IP, cookie) è assai agevole individuare l’autore di tali attività e quindi conoscerne passioni, preferenze, tendenze sessuali e orientamenti politici.

Invito tutte le persone interessate a leggere il parere del Data Protection Working Party (i.e. il Gruppo dei Garanti della Privacy europei) in riferimento ai motori di ricerca. Si scoprono diverse informazioni a mio avviso importanti.

Mi limito a riportare le conclusioni:

Applicabilità delle direttive CE

1. La direttiva 95/46/CE sulla protezione dei dati si applica generalmente al trattamento dei dati personali effettuato da motori di ricerca, anche quando la loro sede si trova al di fuori del SEE.

2. Un provider non stabilito nel SEE deve informare gli utenti delle condizioni che impongono il rispetto della direttiva sulla protezione dei dati, che si tratti della presenza di uno stabilimento o del ricorso a strumenti.

3. La direttiva 2006/24/CE sulla conservazione dei dati non si applica ai motori di ricerca Internet.

Obblighi dei provider di motori di ricerca

4. I motori di ricerca possono elaborare dati personali soltanto per finalità legittime e la quantità di dati deve essere pertinente e non eccedente rispetto alle diverse finalità.

5. I provider devono cancellare o rendere anonimi i dati personali (in maniera irreversibile e efficace) una volta che questi non sono più necessari per la finalità per la quale sono stati raccolti. In Gruppo di lavoro chiede ai provider di mettere a punto opportuni sistemi di anonimizzazione.

6. I periodi di conservazione dovrebbero essere ridotti al minimo ed essere proporzionati alle singole finalità indicate dal provider. Per quanto riguarda le spiegazioni iniziali dei provider sulle potenziali finalità della raccolta dei dati personali, il Gruppo di lavoro ritiene che non si giustifichi un periodo di conservazione superiore a sei mesi. La normativa nazionale può sempre disporre scadenze più brevi per la cancellazione dei dati personali. I provider che conservano i dati personali per più di sei mesi dovranno dimostrarne chiaramente l’assoluta necessità per il servizio. In ogni caso, è opportuno che le informazioni sul periodo di conservazione prescelto dai provider siano facilmente accessibili dalla home page.

7. Anche se, inevitabilmente, i provider raccolgono dati personali sugli utenti dei loro servizi (indirizzi IP) derivanti dal traffico HTTP standard, non è necessario raccogliere dati supplementari dai singoli utenti per assicurare il servizio di invio dei risultati delle ricerche e per la pubblicità.

8. Se i provider usano cookie, la loro durata di vita non dovrebbe essere superiore a quanto si dimostri necessario. Come per i cookie web, anche i flash cookie andrebbero installati soltanto se vengono fornite informazioni trasparenti sulla finalità della loro installazione e su come accedervi, modificarli e cancellarli.

9. I provider devono fornire agli utenti informazioni chiare e comprensibili sulla loro identità e ubicazione, sui dati che intendono raccogliere, conservare o trasmettere, e sulle finalità per le quali sono raccolti.

10. L’arricchimento dei profili individuali con dati non forniti dagli utenti stessi deve basarsi sul consenso degli interessati.

11. Se i provider propongono mezzi per conservare le cronologie di ricerca del singolo utente, devono assicurarsi il consenso dell’interessato.

12. I motori di ricerca dovrebbero rispettare le scelte di esclusione (opt-out) dei responsabili editoriali del sito, per cui il sito non deve essere sottoposto a ricerche per indicizzazione né incluso nella memoria cache dei motori di ricerca.

13. Quando i provider propongono una memoria cache, nella quale i dati personali sono conservati più a lungo che nella pubblicazione originale, devono rispettare il diritto degli interessati alla cancellazione di dati superflui e errati dalla memoria cache.

14. I provider specializzati in trattamenti a valore aggiunto, come la profilazione di persone fisiche (i cosiddetti “motori di ricerca di persone”) e il software di riconoscimento facciale sulla base di immagini, devono avere una motivazione legittima, per esempio il consenso dell’interessato, e rispettare tutte le altre prescrizioni della direttiva sulla protezione dei dati, come l’obbligo di garantire la qualità dei dati e la liceità del trattamento.

Diritti degli utenti

15. Gli utenti dei servizi di un motore di ricerca hanno il diritto di accedere, controllare e rettificare se necessario tutti i loro dati personali, profili e cronologie di ricerca compresi, conformemente all’articolo 12 della direttiva sulla protezione dei dati (95/46/CE).

Il Gruppo di lavoro raccomanda un modello multistrato per la privacy policy descritto nel suo Parere sulla maggiore armonizzazione della fornitura di informazioni

16. La correlazione incrociata di dati provenienti da servizi diversi appartenenti al provider può essere effettuata soltanto previo consenso dell’utente per quel servizio specifico.

dic 9

 

Nello scorso mese di settembre sul sito Agcom è stata pubblicata la proposta di delibera con cui Agcom lascerebbe “mano libera” a Telecom Italia. In base alle indiscrezioni pubblicate oggi su Milano Finanza, essendo concluso il periodo di consultazione, entro il mese di dicembre Agcom dovrebbe approvare la delibera definitiva.

In caso di approvazione della delibera, Telecom Italia sarebbe libera di variare i propri listini e l’importo del “canone Telecom” (oggi deve invece superare il vaglio dell’Agcom).

Telecom Italia avrebbe comunque l’obbligo di comunicare le nuove offerte con 30 giorni di preavviso e le offerte dovranno superare un “test” per verificare che la nuova offerta non sia anticompetitiva. In base all’analisi fatta da Milano Finanza, il nuovo test garantirebbe maggiore flessibilità a Telecom. Anche il canone pagato dagli operatori alternativi è a rischio rialzo.

Attendiamo fiduciosi di conoscere il testo definitivo della delibera.

nov 29

Prevenire è meglio che curare. Chi di voi non si ricorda lo slogan di una famosa marca di dentifrici… Pare che in Agcom non la pensino così.

Il prezzo degli SMS in Italia è stato al centro di una serie di indagini: Prima è venuta un’indagine congiunta Antitrust-Agcom, poi se ne è occupato Mr. Prezzi, nell’ultimo mese Agcom ha più volte minacciato di emanare una delibera.

Alla fine Asstel si è “piegata” e – sotto la minaccia di Calabrò - ha deciso che a partire da gennaio tutti i gestori metteranno un tetto a 13,2 centesimi per il costo degli sms.

Ma è un bene o un male?

Io continuo a credere che “prevenire” sia meglio che curare. Il mercato della telefonia mobile ha dimostrato di essere – seppure tra mille imperfezioni – uno dei pochi mercati in cui la concorrenza funziona. Invece di un intervento “a valle” (la fissazione di un prezzo massimo), avrei preferito un intervento “a monte” capace di produrre effetti pro-concorrenziali.

In particolare, l’indagine Antitrust-Agcom aveva evidenziato aveva evidenziato due situazioni anti-concorrenziali (con grande beneficio per TIM e Vodafone):

  • i prezzi all’ingrosso (wholesale) pagati dagli operatori virtuali sono più alti della media europea e spesso gli operatori virtuali non sono messi in condizione di replicare le offerte degli stessi operatori poichè non gli
  • i prezzi di terminazione SMS sono tra i più alti in Europa (5,25cent contro una media di 4cent)
  • L’indagine della Reding che ha portato alla decisione di introdurre l’Eurotariffa SMS ha dimostrato che 15centesimi per un sms sono troppi e sono un fallimento del mercato, per cui ben vengano i tetti.

    Oltre a fissare il prezzo massimo, sarebbe tuttavia opportuno introdurre delle misure proconcorrenziali, eventualmetne regolamentando il mercato degli SMS nazionali.

    Just my 2 cents

    nov 15

    A Natale siamo tutti più buoni. Oggi però è il 15 novembre, e mi posso permettere di essere impertinente (anche se non sarò mai impertinente come l’amico Andrea ;) ).

    Ai gestori non è affatto piaciuta l’Eurotariffa, che grava pesantemente sui loro bilanci. Vodafone sta cercando di mettere una “pezza” trasformando la propria promozione natalizia in un cavallo di troia.

    Da poco sono state annunciate le promozioni natalizie di Vodafone: Christmas Card Parole e Christmas Card Messaggi. Le promozioni sono parecchio convenienti, ma nascondono una piccola “insidia”.

    Riporto dal blog di Vodafone:

    Attivando Christmas Card Parole ogni 10 euro di chiamate effettuate, ricevi 10 euro di ricarica in omaggio, fino a un massimo di 250 euro. All’attivazione della promozione viene attivata gratuitamente anche Vodafone Passport.

    Cos’è Vodafone Passport? E’ una promozione che consente di chiamare dall’estero con una tariffa vantaggiosa. Si paga un super-scatto (di 1, 2 o 3 euro) ed è possibile fruire della propria tariffa nazionale anche all’estero. Per i chiacchieroni (le cui telefonate durano oltre i 3/4 minuti) può essere conveniente, per gli altri può essere antieconomica. Specialmente in Europa.

    Vediamo dove sta la “fregatura”…

    A Natale andate a Parigi e ricevete gli auguri di vostra nonna (chiamata di 2 minuti):

    • costo con Eurotariffa: 0,46 euro
    • costo con Passport: 1 euro

    A Natale andate a Pargini e telefonate a vostra madre per gli auguri (chiamata di 2 minuti):

    • costo con Eurotariffa:  1,032
    • costo con Passport: 1,44 (piano Vodafone Basic)

    Dagli esempi che ho fatto è chiaro che in Europa Vodafone Passport non è molto conveniente. Solo se state al telefono per più di 3/4 minuti inizia ad essere competitiva con l’ottima Eurotariffa.

    Ma dove sta l’insidia? Mentre Christmas Card Parole dopo 30 giorni scade, Vodafone Passport rimane attiva “a vita”. La prossima estate pertanto, se non provvedere a disattivarla, non potrete beneficiare dell’Eurotariffa.

    A parte gli scherzi e le malignita, Christmas Card Parole è un’ottima promozione e nei prossimi 30 giorni verrete rimborsati di tutto il traffico, anche quello effettuato utilizzando Vodafone Passport. A gennaio però pensateci bene se vi conviene continuare a mantenerla attiva, spesso l’Eurotariffa può essere più conveniente. ;)

    A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. :D

    nov 9

    La scorsa settimana WIND ha presentato i risultati relativi ai primi nove mesi del 2009. Ecco la sintesi dei dati paragonati a settembre 2008:

    • 17,9 milioni di clienti nella telefonia mobile (+9,1%)
    • Utile netto nei primi nove mesi: 275 milioni (+2,2%)
    • EBITDA +2%
    • EBIT +11%

    Con particolare riferimento alla telefonia mobile si registra un lieve calo dell’ARPU, riconducibile alla diminuzione delle tariffe di terminazione. Il volume di minuti è invece sensibilmente aumentato (+9,7%) grazie al successo delle offerte on-net.

    E TIM e Vodafone? Arrancano.

    Pure TIM ha presentato i propri risultati e le performance sono deludenti:

    • ricavi -8,3%
    • volume minuti -3,5%
    • ricavi da SMS -7%
    • ricavi da roaming -10%

    TIM è già corsa ai ripari e nelle ultime settimane ha iniziato il “bombardamento” con una nuova campagna pubblicitaria, puntando su testimonial forti (Hunziker per il fisso e la coppia De Sica-Belen Rodriguez per il mobile). A questo ha aggiunto offerte particolarmente convenienti sul traffico on net (TIMx2 e TIMx4), oltre a tariffe molto competitive per i nuovi clienti (TIM Senza Scatto e TIM10) .

    E Vodafone? I dati verranno resi pubblici domani, ma giudicando la strategia adottata nelle ultime settimane pare evidente anche per Vodafone un forte calo del numero di clienti.

    Nelle ultime settimane è stata infatti “rispolverato” un piano tariffario molto conveniente (Easy Day Special) e da qualche giorno Vodafone sta regalando (!) SIM nuove con 5 euro di traffico. Dalla strategia adottata parte che Vodafone – almeno limitatamente alla clientela consumer – stia cercando di far crescere rapidamente, e senza alcuna forma di selezione, il numero di clienti (più correttamente, il numero di SIM). Sia chiaro, simili operazioni si sono ciclicamente viste e davvero non capisco questa continua rincorsa a “gonfiare” i dati con clienti il più delle volte fittizi. In base a quanto mi ricordo, questa è tuttavia la prima volta in cui un gestore “regala” SIM a livello nazionale. In passato simili operazioni sono sempre state condotte a livello locale o tramite specifici canali distributivi.

    Aspettiamo che Colao annunci i risultati di Vodafone.

    nov 8

    Il Governo ha recentemente bloccato gli 800 milioni che erano stati stanziati per lo sviluppo della banda larga. Sia Confindustria sia il sindacato hanno espresso il proprio dissenso in relazione a un taglio miope che limiterà lo sviluppo del Paese. Il Governo ha dato la propria priorità agli ammortizzatori sociali e a strade e ponti, dimenticando che sono gli investimenti in tecnologia a garantire i migliori ritorni e che quindi sono tra i migliori investimenti anticiclici.

    Ieri Bassanini ha pubblicamente dichiarato di essere disposto a finanziare un progetto credibile e sostenibile con i soldi della Cassa depositi e prestiti, il “forziere” dello Stato. L’intervento della Cdp per lo sviluppo della NGN è a mio avviso auspicabile, speriamo che il congelamento degli 800 milioni convinca la Cdp a intervenire e fare uscire l’Italia da questa impasse tecnologica.

    Come ha commentato Quintarelli “Non tutti i mali vengono per nuocere”.

    ps: oggi Brunetta ha assicurato che il Governo provvederà quanto prima a ripristinare i fondi necessari per la banda larga.

    ott 29

    A poche ore dall’annuncio della versione 2.0 di Android, Google ha svelato un progetto sul quale sta lavorando da tempo e che – almeno in un primo momento – potrà essere utilizzato sugli smartphone con Android 2.0: Google Maps Navigation.

    Come potete vedere dal video ufficiale, si tratta dell’evoluzione di Google Maps e consente di avere visuali 2D e 3D (associate a Street View). Il navigatore, che sarà completamente gratuito, ha delle interessantissime funzioni. Unico limite il fatto che le mappe vengono scaricate in tempo reale da Internet (e questo può essere un limite, andando ad incidere sull’autonomia dei telefonini).

    Ogni mossa di Google crea rumore. Questa farà tremare le vene e i polsi di Tom Tom e Garmin.

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