Primi di agosto, tempo di semestrali… Di seguito un piccolo report delle semestrali di TIM, Wind e H3G, un piccolo barometro dell’andamento del mercato.
TIM
linee mobili: 30,5 milioni (+152.000 rispetto al 1Q, -400.000 rispetto 31.12.2009)
Ritengo che la capacità di conquistare quote di mercato consente a una piattaforma (iOS di iPhone, BlackBerry OS, Android, Symbian o Maeemo) di affermarsi tra gli sviluppatori di applicazioni. Per semplificare: se io sono uno sviluppatore di applicazioni per smartphone, tenderò a prediligere le piattaforme più diffuse, che mi consentono di raggiungere una platea più vasta di (potenziali) clienti. Il “successo” tra gli sviluppatori di applicazioni è quindi capace di fare vendere nuovi terminali. Non è un caso che Google si sia spesa per supportare direttamente Android, provvedendo a rilasciare – ad esempio – un navigatore gratuito.
Pare superfluo ricordare che spesso non è tanto l’OS, quanto le applicazioni installabili a fare la differenza agli occhi degli utenti. L’AppStore per iPhone al momento è il “mercato” più fornito (e, forse, di maggiore qualità), ma rapidamente sta crescendo pure il Market di Android. Il market per BlackBerry pare invece essere un passo indietro (e non a caso RIM ha appena distribuito le nuove API per incoraggiare lo sviluppo di nuove applicazioni più accattivanti e sta implementando un nuove funzionalità per rendere più accattivante lo stesso market).
Nokia, che nel mercato degli smartphone è apparsa “appannata”, è arrivata in una fase critica. Pare che stia per abbandonare il sistema operativo Symbian, per passare a MeeGo, un interessantissimo e promettente nuovo sistema operativo (sviluppato, tra gli altri, con Intel), che potrebbe dare nuovo slancio alla casa finlandese. Su internet sono apparse le prime immagini del nuovo OS che verrà adottato da Nokia:
Ieri a New York RIM BlackBerry ha presentato due imporanti novità: il proprio sistema operativo, giunto alla versione 6, e nuovo modello, il BlackBerry Torch 9800 (foto in alto).
Due le principali novità:
sul lato hardware, RIM introduce un nuovo form factor, che abbina lo schermo touchscreen ad una tastiera estesa “a scomparsa”. Tra le ulteriori novità segnaliamo la fotocamera, che passa a 5mpx, e il raddoppio della “ram”, che passa a 512MB;
sul lato software, RIM presenta la nuova versione del proprio sistema operativo: BlackBerry OS 6.0, che ridisegna completamente la struttura del vecchio OS e apporta diverse migliorie, tra cui un browser basato su Webkit.
Nel frattempo, CrackBerry ha già pubblicato un video “hands-on”, visualizzabile a questo indirizzo, nel quale viene confermata l’ottima qualità costruttiva del terminale.
Andiamo ad esaminare le novità, a cui i gestori dovranno adeguarsi entro fine 2010.
Le novità più interessanti riguardano la navigazione su Internet tramite cellulare. Al fine di evitare bollette astronomiche (il c.d. bill-shock), AGCOM introduce un duplice tetto a tutela degli utenti:
Tetto di spesa mensile. AGCOM ha fissato un tetto mensile massimo: 50euro (privati) e 150euro (aziende) (nota: non è chiaro se il tetto sia IVA inclusa o IVA esclusa). Il cliente ha tuttavia diritto di personalizzare la soglia. Raggiunto tale tetto, il gestore dovrà interrompere la connessione.
Tetto per opzioni Internet. AGCOM ha inoltre previsto che, qualora il cliente abbia attivato un’opzione per navigare tramite cellulare (ad esempio una opzione che consente di navigare per 1GB/mese o per 30 ore al mese), una volta esaurito il traffico incluso nel platfond, l’operatore dovrà interrompere la connessione. L’operatore dovrà inoltre informare il cliente quando il platfond sta per esaurirsi.
Ma le novità non riguardano solo Internet. Al fine di garantire la trasparenza nella tariffazione, AGCOM ha infatti previsto che tutti i gestori debbano commercializzare almeno una “tariffa base” (sia per prepagati, sia per abbonati), che preveda (i) tariffazione al secondo e (ii) costo degli SMS pari all’eurotariffa (ora 12centesimi).
AGCOM ha inoltre previsto che debba essere garantito ai “vecchi clienti” la possiblità di passare gratuitamente alle nuove “tariffe base”.
Le novità introdotte da AGCOM sono indubbiamente interessanti.
Per quanto riguarda il tetto alle connessioni Internet, il provvedimento di AGCOM replica il tetto alle connessioni Internet in roaming previsto dall’Eurotariffa. Si tratta di un elemento indubbiamente positivo, che eviterà il ripetersi di casi – spesso balzati all’onore della cronaca – di bollette da migliaia di euro.
Per quanto riguarda l’obbligo di introdurre una “tariffa base” al secondo, si tratta di una disposizione che potrebbe essere facile aggirata dai gestori, i quali potrebbero introdurre una “tariffa AGCOM” completamente fuori mercato ma con tariffazione al secondo e con costo SMS pari all’Eurotariffa.
Dopo che Apple è stata costretta a riconoscere in una apposita conferenza stampa problemi di ricezione del proprio iPhone4, gli altri costruttori di telefonini hanno proseguito con i propri sfottò.
Motorola ironizza invece sulla decisione di Apple di regalare una custodia per attenuare il problema all’antenna, lanciando il claim “No jacket required” per il proprio Droid X (anch’esso telefono su piattaforma Android e diretto rivale di iPhone).
E più in basso arriva la stoccata finale “At Motorola, we believe a customer shouldn’t have to dress up their phone for it work properly. That’s why the Droid X comes with a dual antenna design. The kind that allows you to hold the phone any way you like to make crystal clear calls without a bulky phone jacket. For us it’s just one of those things that comes as a given when you’ve been making mobile phones for over 30 years.”
Il difetto costruttivo dell’iPhone4 è piuttosto evidente e confermato da pressochè tutti i test condotti sulla rete. Sul piano dell’immagine, il lancio di iPhone4 si è rivelato una “catasfrofe” per Apple: (i) si è iniziato con la fuga di notizie circa il design del nuovo iPhone, finito nelle mani di Gizmodo; (ii) si è proseguito con la presentazione ufficiale di iPhone4 durante la quale il terminale si è bloccato per presunti problemi con il wi-fi; (iii) si è concluso con quella che a mio avviso è stata la miccia dell’Antennagate: la email di Steve Jobs in cui il capo di Apple rispondeva al proprio cliente insoddisfatto di cambiare il modo in cui impugnava il telefono (il celebre “So don’t hold it like that”).
Nel 2008 avevo segnalato un’evidente anomalia del mercato della telefonia fissa. Nonostante dal 2006 Agcom abbia imposto la (graduale) riduzione dei costi di terminazione, gli operatori di telefonia fissa (Telecom esclusa) si sono ben guardati dal ridurre le proprie tariffe verso cellulari.
Telecom Italia: scatto alla risposta 7,87 + 11,40 al minuto (fascia intera) Telecom Italia: scatto alla risposta 7,87 + 7,76 al minuto (fascia ridotta)
Ma diamo un’occhiata ai listini dei principali concorrenti di Telecom Italia:
Infostrada: scatto alla risposta 15 + 19 al minuto Tiscali: scatto alla risposta 15 + 19 al minuto TeleTu: scatto alla risposta 15 + 19 al minuto Fastweb: scatto alla risposta 20 + 19 al minuto (!!!)
Lo scatto è quasi il doppio (!) di quello previsto da Telecom e la tariffa, – in fascia ridotta – arriva quasi al triplo della tariffa Telecom (!).
Finalmente Agcom esce dal torpore e – nella propria relazione annuale – minaccia di intervenire per correggere la distorsione:
Inoltre la discesa delle chiamate fisso mobile per l’utenza non riflette appieno la discesa dei prezzi all’ingrosso. Se il mercato non dovesse funzionare interverremo
Apple torna sulla questione con una lettera ufficiale. Dopo aver cercato di minimizzare il problema, dicendo che esiste anche su terminali della concorrenza (peccato che a me non sia mai capitato, nda), Apple dichiara che
la formula che usiamo per calcolare le barre che segnalano la potenza del segnale da visualizzare è completamente sbagliata
Come si dice in questi casi: peggio el tacòn del buso (tradotto: peggio la toppa del buco).
Come segnalato da più parti, dopo dati sulle vendite non proprio esaltanti, Google ha deciso di cambiare la strategia di vendita del proprio terminale. Nexus One pertanto non sarà più acquistabile solamente via Internet, ma sarà possibile acquistare il telefono direttamente in negozio.
Vedremo se questa nuova formula consentirà al Nexus One di avere un maggiore successo. Sicuramente i gestori telefonici apprezzano la decisione: la vendita diretta via Internet li aveva infatti esclusi dalle vendite del terminale.
Davvero impressionante la velocità con cui progredisce la piattaforma Android.
Google ha infatti già presentato la versione 2.2 del proprio sistema operativo, che promette una serie di importanti innovazioni (supporto nativo al tethering, supporto al Flash) e un miglioramento delle prestazioni (java, browser).
Come sempre, Google riassume le novità in un breve video che vi invito a guardare (video YouTube).