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Prevenire è meglio che curare. Chi di voi non si ricorda lo slogan di una famosa marca di dentifrici… Pare che in Agcom non la pensino così.
Il prezzo degli SMS in Italia è stato al centro di una serie di indagini: Prima è venuta un’indagine congiunta Antitrust-Agcom, poi se ne è occupato Mr. Prezzi, nell’ultimo mese Agcom ha più volte minacciato di emanare una delibera.
Alla fine Asstel si è “piegata” e – sotto la minaccia di Calabrò - ha deciso che a partire da gennaio tutti i gestori metteranno un tetto a 13,2 centesimi per il costo degli sms.
Ma è un bene o un male?
Io continuo a credere che “prevenire” sia meglio che curare. Il mercato della telefonia mobile ha dimostrato di essere – seppure tra mille imperfezioni – uno dei pochi mercati in cui la concorrenza funziona. Invece di un intervento “a valle” (la fissazione di un prezzo massimo), avrei preferito un intervento “a monte” capace di produrre effetti pro-concorrenziali.
In particolare, l’indagine Antitrust-Agcom aveva evidenziato aveva evidenziato due situazioni anti-concorrenziali (con grande beneficio per TIM e Vodafone):
L’indagine della Reding che ha portato alla decisione di introdurre l’Eurotariffa SMS ha dimostrato che 15centesimi per un sms sono troppi e sono un fallimento del mercato, per cui ben vengano i tetti.
Oltre a fissare il prezzo massimo, sarebbe tuttavia opportuno introdurre delle misure proconcorrenziali, eventualmetne regolamentando il mercato degli SMS nazionali.
Just my 2 cents





