set 27

Sui quotidiani on-line ieri, e su quelli cartacei oggi, è stata pubblicata la ricerca dell’Autorità per le tlc finlandese in base alla quale in Italia le tariffe per i cellulari sono tra le più alte d’Europa.

Come giustamente osserva Andrea, per leggere uno studio di questo genere (a questo indirizzo è disponibile il pdf), è necessario capire come sono state stilate le classifiche:

  1. La ricerca riguarda solo gli abbonamenti
  2. La ricerca considera solo gli operatori principali (nel caso dell’Italia TIM, Vodafone e WIND) ed esclude le convenienti tariffe di H3G
  3. La ricerca si basa su profili di consumo “rigidi” (utilizzatore prudente, 150 minuti di traffico voce, 25 sms – utilizzatore ‘normale’ 300 minuti di traffico voce, 100 sms – grandi utilizzatori 1000 minuti – 200 sms – 50 MB di dati)

Alla luce di questa simulazione, l’Italia risulta sempre tra gli ultimi posti e nella categoria “grandi utilizzatori” i nostri prezzi sono (quasi) il doppio della media europea.

Lo studio però non dice tutta la verità, come sono corsi a ricordare i nostri gestori, e in generale ci penalizza perchè da noi (i) le tariffe per prepagati sono più convenienti di quelle per abbonamenti (ii) le tariffe per abbonamenti in Italia sono piuttosto “rigide” e non consentono al cliente di modellare il piano sul proprio consumo. La “rigidità” non consente quindi di adattare le nostre tariffe ai tre modelli di consumo scelti (arbitrariamente) dall’autorità finlandese.

Più in generale i nostri gestori sostengono che il gestore Finlandese abbia scelto anche le tariffe sbagliate. Io, nel mio piccolo, ho provato a rifare l’analisi per il profilo “grande utilizzatore” (1000 minuti – 200 sms – 50 MB di dati) e ho confrontato le tariffe di TIM, Vodafone e WIND. Ecco i risultati:

Alla luce dei miei calcoli, la media italiana è di 120euro.

L’autorità finlandese ha invece confrontato altri piani telefonici (Chiara di TIM, Vodafone Stile Libero, All Inclusive Plus) e ha calcolato come media italiana la bellezza di 202euro. Come giustamente dice Andrea:

Gente con alto traffico che si ostina ad usare il piano “Chiara di Tim” è normale che paghi molto.

E’ quindi vero verissimo che tanti spendono tanto soprattutto per pigrizia.

La media italiana, calcolata sulle tariffe “esatte”, si avvicina molto alla media europea (107euro).

Bisogna inoltre ricordare che in Italia infatti tutte le offerte “a pacchetto” includono (gratis) un cellulare e che sono zavorrate dai 5euro di tassa di concessione governativa.

Tortura abbastanza a lungo i dati ed essi confesseranno qualunque cosa. :)

ps: accanto a queste classifiche se ne leggono tante altre (sulle banche o sul costo dell’energia elettrica, tanto per fare due esempi recenti) che portano a pensare che in Italia, probabilmente, il deficit di concorrenza non sia nella telefonia mobile.

set 25

L’altro giorno Agcom ha proposto una delibera che punta ad eliminare il tetto (price cap) al prezzo del canone Telecom pagato da consumatori e imprese. Il prezzo wholesale, fatto pagare da Telecom agli altri operatori telefonici, sarà invece sempre fissato dall’Autorità.

La proposta di delibera, il cui testo non è stato ora pubblicato, sarà ora soggetta a una fase di consultazione pubblica e al parere della Commissione Europea.

Se la decisione di eliminare il tetto al canone Telecom per la clientela retail allinea la regolamentazione italiana a quella vigente nei principali paesi europei, questo consentirà a Telecom di aumentare il canone senza dover ricevere un’autorizzazione da parte di Agcom. Vodafone ha subito lanciato l’allarme parlando di rischio di ritorno del monopolio, mentre Quintarelli ritiene che probabilmente Telecom aumenterà il canone per compensare le disdette del fisso.

Indubbiamente il “libero mercato” dovrebbe lasciare libero ogni operatore di fissare i propri prezzi. Il penetrante intervento dell’Agcom, che aveva il diritto di “autorizzare” il prezzo del canone telecom, è indubbiamente un macroscopico intervento dello Stato nell’economia. Questo non deve tuttavia stupire: le Authorities nascono anche per regolare un mercato liberalizzato e “traghettarlo” fino a quando non è in grado di “camminare con le proprie gambe”. Per quanto riguarda il caso dell’Italia, se ritengo la dichiarazione di Vodafone l’attendibile reazione di un concorrente, dall’altro lato non posso non constatare che nel mercato della telefonia fissa c’è ancora (troppa) poca concorrenza. Forse sarebbe stato opportuno attendere un altro po’.

set 24

In base a quanto riportato oggi da Milano Finanza i soci italiani di Telecom Italia starebbero pensando di “abbandonare” Telefonica e creare un nuovo “nocciolo duro”, alleandosi con la famiglia Fossati.

Attualmente Telecom Italia è controllata (di fatto) da Telco, una “scatola” che detiene una partecipazione del 23,6%. Azionisti di questa scatola sono alcuni soci finanziari italiani ( MediobancaAssicurazioni GeneraliIntesa SanpaoloBenetton) e un socio industriale (Telefónica).

I soci italiani starebbero pensando di uscire da Telco e unire le proprie azioni a quelle della famiglia Fossati, che tramite Findim controlla il 5% di Telecom Italia. Il nuovo “nocciolo duro” potrebbe contare su una partecipazione complessiva del 19%.

Dopo le recenti vicende che hanno colpito le controllate sudamericane di Telecom Italia e dopo risultati economici della società non proprio brillanti, il socio spagnolo sta infatti iniziando a diventare più un peso che un’opportunità. O almeno così pare.

set 22

In un interessante articolo pubblicato oggi sul Sole24ore vengono indicati i risultati di Weather, la holding che controlla le partecipazioni di Naguib Sawiris nel settore delle tlc (in primis l’italiana WIND e la greca WIND – ex TIM Hellas).

Nel 2007 l’uitile della holding era stato di 313 milioni, quest’anno la “cassaforte” è in perdita di 44 milioni. A pesare sui conti della holding dell’imprenditore egiziano vi è l’ingente indebitamento (oltre 16 miliardi). WIND, dopo anni di gestione Enel con prestazioni non proprio brillanti, sta iniziando a macinare utili ed è divenuta la gallina delle uova d’oro del gruppo Weather.

Egosticamente spero che una buona parte degli utili prodotti da WIND venga reinvestita in Italia, per regalare a noi appassionati di telefonia qualche nuova soddisfazione.

Ieri Soru ha negato ogni trattativa in corso per l’acquisto di Tiscali da parte di WIND.

set 19

Da mesi Google sta lavorando al progetto Google Voice, che promette di rivoluzionare il mondo della telefonia. Il software per poter utilizzare Google Voice è già disponibile da tempo su BlackBerry e Android, su iPhone non è invece disponibile per la decisione di Apple di non renderlo disponibile sul proprio AppStore.

La faccenda è finita nella mani della FCC americana (l’autorità USA per le tlc), che teme si possa trattare di una mossa volta a limitare la concorrenza. Nella propria versione ufficiale Apple aveva sostenuto di non avere ancora bocciato l’applicazione e che era ancora sotto esame. Google, nella propria replica (pubblicata – per volontà di Google – sul sito della stessa FCC) ribadisce che invece Apple abbia invece bocciato (definitivamente) sia Google Voice sia Google Latitude.

La motivazione ufficiale è che entrambe tali applicazioni duplicano funzioni già presenti sull’iPhone. Come la stessa Google osserva, in passato la stessa Apple aveva tuttavia applicazioni che duplicavano quelle di altre app installate sull’iPhone (Google Earth, ad esempio, duplicava alcune funzioni fornite da Google Maps e da Safari). Il sospetto è che quindi Apple abbia agito per tutelare gli operatori telefonici (AT&T per il mercato USA), ai quali Apple si era legata (anche economicamente) con i contratti di esclusvia.

Vedremo cosa deciderà la FCC.

[via NY Times]

set 18

Da qualche giorno è possibile scaricare la nuova versione (beta) di Opera Mini 5.0, browser gratuito basato su Java ME (che può quindi essere installato praticamente su tutti i telefonini) sviluppato dalla norvegese Opera .

Con la versione 5.0, che ho da poco installato sul mio BlackBerry Bold, il salto di qualità rispetto alla precedente versione è incredibile: grafica migliorata, possibilità di navigare con i tab, velocità migliorata, otimizzazione per interfacce touch (non ho potuto apprezzare quest’ultima feature).

Se prima, pur avendo installato Opera Mini 4.2, continuavo ad utilizzare il browser di default del BlackBerry, ora sto utilizzando questa nuova versione. Essendo una versione beta dovrà essere ancora ottimizzata e saranno probabilmente presenti alcuni bug. Nel complesso la versione mi pare stabile e consiglio a tutti i “coraggiosi” di installarla (ovviamente, essendo una versione non definitiva, la potete installare a vostro rischio e pericolo! :P )

Per poterlo scaricare è sufficiente visitare, direttamente dal vostro cellulare, la pagina m.opera.com/next.

Di seguito un divertente sfottò: OperaMini vs iPhone :D

set 17

Google ha da poco distribuito ai propri sviluppatori la versione 1.6 di Android (nota anche con il nome “Donut”), il promettente sistema operativo open source per cellulari. Diverse sono le novità, riassunte – come sempre avviene con i prodotti “a marchio Google” - in modo molto chiaro nel video che segue.

Le novità riguardano le funzioni di ricerca, l’utilizzo della fotocamera, l’utilizzo del wireless e il risparmio energetico. Una descrizione dettagliata è disponibile sul blog ufficiale di Android.

Davvero impressionante la rapidità con cui questo sistema operativo viene ottimizzato e aggiornato. Google (o, più correttamnete, la Open Handset Alliance, di cui Google è capofila) sta “ipotecando” una grossa quota di mercato nel settore degli smartphone.

[via Hwupgrade]

set 16

In una nota, Vodafone precisa la propria posizione riguardo alla recente pronuncia del Consiglio di Stato che “sblocca” la delibera che velocizza le portabilità.

Vodafone si dichiara a favore di retention “proposte in modo chiaro e trasparente” e auspica che vengano velocizzate le portabilità anche nella telefonia fissa.

Sull’ultimo punto sono sicuramente d’accordo, sul primo punto un po’ meno. La mia diffidenza nei confronti delle retention discende dal fatto che in passato non sono state proposte in modo chiaro e trasparente (la stessa Vodafone è stata più volte multata da Antitrust e Agcom) e perchè in generale distorcono il mercato.

Come avevo scritto a gennaio:

L’eliminazione della retention per il cliente è un bene o un male? Credo che – tutto sommato – sia un bene. I gestori con tariffe meno convenienti fino ad oggi hanno infatto puntato molto (forse troppo) su questa “fidelizzazione dell’ultimo minuto”. Nei fatti si è finito per premiare (solo) i clienti “fedifraghi”.
L’eliminazione delle retention dovrebbe portare due conseguenze positive: in primo luogo la competizione si concenterà sulle tariffe “non promozionali” e i gestori meno convenienti saranno quindi incentivati a ridurle, in secondo luogo i gestori dovranno ripensare il CRM, oggi (troppo) sbilanciato a favore dei clienti con bassa fidelizazione (e a prescindere dal valore).
set 15

Come riporta Milano Finanza oggi, il contenzioso relativo alle tempistiche della portabilità ha rappresentato una “battaglia campale” dei due principali gestori contro Agcom e operatori più piccoli. Non è un caso che in diversi articoli pubblicati oggi la decisione del Consiglio di Stato venga commentata come una sconfitta di TIM e Vodafone.

Ricostruiamo gli eventi:

La fonte delle notizie è sempre giornalistica e – da quanto leggo tra le righe – il Consiglio di Stato non si è ancora pronunciato nel merito. Le tre pronunce sopra riportate sembrano essere tutte relative al piano cautelare. Questo cosa significa? Che tra qualche mese avremo la pronuncia definitiva del giudice amministrativo nel merito della vicenda. Avendo ampiamente argomentato la propria decisione, è assai remota la possibilità che il Consiglio di Stato smentisca la pronucia di ieri.

Ringrazio Massimo per la segnalazione della sentenza del TAR Lazio di giugno.

set 14

Il Consiglio di Stato si è pronunciato a favore di Agcom: MNP in 3 giorni ed eliminazione delle retention. Viene pertanto revocata la sospensiva, emessa lo scorso aprile dallo stesso Consiglio di Stato, che aveva congelato la delibera.

In base alle prime indiscrezioni pare che il Consiglio di Stato abbia ritenuto la “specialità” del decreto Bersani, il quale nel disciplinare il recesso ad nutum del cliente non interferisce con il potere regolamentare dell’Agcom.

Sono curioso di leggere le motivazioni della sentenza.

Credo sia utile ricorare che l’obiettivo posto dal Commissario Europeo alle tlc sia quello della MNP in 1 giorno. ;)

« Previous Entries