
In seguito all’entrata in vigore dell’Eurotariffa per gli SMS se dovete mandare un SMS a un vostro amico vi costa meno se siete all’estero. In seguito alla regolamentazione del costo degli SMS infatti inviare un SMS “da Madrid a Roma” costa 13,2cent, se lo dovete mandare “da Fregene a Roma” vi costa mediamente 15cent. L’anomalia è evidente ed è stata segnalata da più parti.
Nel mese di maggio 2009, Antitrust e AGCOM hanno concluso un’indagine sul mercato degli SMS in Italia. Hanno rilevato l’anomalia, ma non sono intervenute, auspicando l’intervento della “mano invisibile” del mercato. Come commentavo, la moral suasion è un’ottima strada, ma in Italia (e in Europa) non si è rilevata particolarmente efficace. Neppure questa volta.
A tre mesi di distanza, “Mr Prezzi” ha annunciato che presto interverrà per cercare di risolvere questo “paradosso”, anche richiedendo un intervento legislativo.
Oggi sul Corriere della viene pubblicata la “replica” di Parisi, ad di Fastweb e presidente di Asstel. Nella propria risposta in primo luogo si evidenzia il fatto che in Italia solamente chi invia pochi SMS li paga 15cent, poichè chi li utilizza in modo intensivo può attivare promozioni ad hoc che consentono di abbassare il costo fino a 3cent (!), in secondo luogo viene stigmatizzato ogni intervento legislativo poichè porterebbe incertezza nel mercato e frenerebbe gli investimenti da parte degli operatori. Molto meglio un approccio “alla Calabrò”, presidente Agcom, con procedure di consultazione con consumatori e aziende ed interventi graduali.
Sull’importanza della gradualità degli interventi sono assolutamente d’accordo. Le compagnie di telecomunicazioni sono delle aziende, elaborano business plan sulla base di un assetto regolamentare e l’ineliminabile “rischio regolamentare” non dovrebbe costringere a fare improvvisi cambi di strategia o – per utilizzare un’espressione da finanza pubblica – “manovre correttive”. La certezza regolamentare e la trasparenza nei processi sono da questo punto di vista un valore da preservare.
Ciò detto, l’anomalia non può essere giustificata, era ampiamente previdibile (la stessa analisi congiunta Agcom-Antirust è durata 10 mesi!!!) e – proprio perchè sono pochi gli italiani che pagano gli SMS 15cent – non dovrebbe incidere in maniera significativa sui bilanci dei gestori.