
Qualche settimana fa vi segnalavo le potenzialità di Google Voice.
Pare che Apple abbia rimosso dall’AppStore l’applicazione ufficiale per utilizzare Google Voice su iPhone.
we’ve learned that Apple has blocked Google’s official Google Voice application itself from the App Store. In other words, Google Voice — one of the best things to happen to telephony services in a very long time — will have no presence at all on the App Store.
Google Voice inizia già a fare paura?
Una piccola nota che mi ero dimenticato di segnalare la scorsa volta e che Andrea Trapani ha scoperto sulla propria pelle: Google Voice per ora è disponibile solo negli USA.
Perchè? Credo che lo scoglio principale per lo “sbarco” in Italia sia rappresentato dal metodo di tariffazione. In Italia paga chi chiama (in particolare il chiamante sostiene i costi di terminazinoe/interconnessione sono a carico del chiamante), un metodo di tariffazione chiamato CPP (acronimo di “Calling Party Pays”). Quindi è più economico telefonare a un numero fisso piuttosto che a un numero mobile. Solamente quando andiamo all’estero con il cellulare paghiamo anche per ricevere le telefonate: chi telefona paga come se fossimo in Italia e noi paghiamo dal confine fino al posto in cui ci troviamo. Questo secondo metodo di tariffazione è chiamato RPP, acronimo di “Receiving Party Pays”.
Negli USA il metodo di tariffazione è sempre, sia per le chiamate nazionali sia per quelle in roming, il RPP: chiamare un cellulare o un numero fisso ha quindi lo stesso costo poichè la terminazione/interconnessione viene pagata da chi riceve la telefonata (“addirittura” non esiste un “prefisso” che consenta di distinguere il numero di un cellulare da un numero fisso).
Come è evidente, il funzionamento di Google Voice non ha problemi in paesi che utilizzano un metodo di tariffazione RPP. Più difficile l’ingresso in altri mercati.
[via Quintarelli]