mag 22

Skype ha annunciato, tramite il proprio forum, di avere avviato la fase di  beta-testing in relazione al tanto atteso Skype per BlackBerry. Essendo un beta-testing a numero chiuso, non è possibile scaricare l’applicazione.

Tra un paio di mesi dovrebbe essere finalmente disponibile la versione definitiva del programma. Incrociamo le dita.

[via BlackBerry Italia]

mag 19

Come ci segnala un nostro lettore, su Wikileaks.org – sito celebre per le fughe di notizie – ha “pubblicato” il (presunto) dossier Caio.

Buona lettura!!!

mag 18

A fine marzo abbiamo segnalato le sentenze della Cassazione con cui è stato stabilito che i gestori telefonici possono addebitare le spese di spedizione ai propri clienti.

Come segnalato dall’amico Massimo, Agcom – dopo avere appoggiato in un primo momento la corrente giurisprudenziale che propendeva per l’illegittimità dei costi di spedizione - ha cambiato orientamento e si è conformata: le spese di spedizione si devono pagare.

Nomofilachia. Giustamente.

mag 15

Nello scorso mese di marzo avevamo segnalato la “vendetta” di Vodafone: una causa da 145 milioni contro WIND-Infostrada e Fastweb.

Il Sole 24Ore di oggi riporta la notizia di una causa da 250 milioni di euro di Telecom contro H3G per condotta discriminatoria. Pare che H3G abbia infatti applicato a Telecom dei prezzi di terminazione (rectius, inteconnessione) fisso-mobile diversi da quelli riservati a Vodafone.

Che Telecom si voglia “vendicare” dell’arbitrato perso nel dicembre 2007 per cui dovette riconoscere ad H3G 83 milioni (contro i 190 chiesti) per questioni legati alla terminazione mobile? :)

Regulation through litigation.

mag 14

Il dossier Caio continua ad essere – insipegabilmente – tenuto segreto.

Sul Sole 24 Ore di oggi viene pubblicata una nuova “pillola” relativa al contenuto del dossier Caio: pare che il super-consulente del Governo, in analogia con il piano Rovati, abbia consigliato l’ingresso (con una partecipazione di maggioranza) della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale della società incaricata della realizzazione della NGN, nella quale scorporare la rete Telecom. Tutto questo dovrebbe avvenire, secondo Caio, entro 12 mesi.

[via Quintarelli]

mag 12

Dopo che Agcom ha sanzionato TIM e Vodafone per delle retention ritenute illegittime e soprattutto dopo che l’Agcom con la delibera 78/08/CIR ha deciso di impedirne l’effettuazione a partire da giugno (la delibera al momento è stata “congelata” dal Consiglio di Stato), pure l’Antitrust ha “sanzionato” le retention di TIM e Vodafone.

All’Autorità sono giunte ben 31 segnalazioni in base alle quali si evidenziava:

  • l’aggressività commerciale degli operatori di call center addetti alle retention, i quali spesso fornivano informazioni incomplete in merito alle tariffe promozionali proposte
  • l’attività denigratoria nei confronti dei concorrenti, specie “circa taluni operatori concorrenti privi di frequenze proprie” (e questo deve avere fatto imbestialire PosteMobile e CoopVoce, autori della segnalazione, ndr)
  • il contenuto ambiguo e oscuro di alcuni SMS, seguendo le cui istruzioni veniva inconsapevolmente revocata la pratica di MNP
  • l’effettuazione di pratiche ostruzionistiche (ritardi e ostacoli ingiustificati, mancanza di collaborazione con l’operatore recipient, blocco di un alto numero di portabilità per “KO per causale 12″) volte a scorsaggiare gli utenti

Quello che l’Antitrust pare non avere in particolare gradito è stata l’aggressività della condotta unita alla mancanza di chiarezza. Come segnalato in diversi forum spesso accade che chi accetta una retention scopra solo successivamente alla revoca le esatte caratteristiche delle tariffe promozionali che gli sono state proposte (ad esempio: si “scopre” sul proprio credito che la tariffa promozionale ha uno scatto oppure che il bonus ricevuto può essere utilizzato solo per chiamate on-net e verso i fissi).

L’Antitrust ha emesso un provvedimento cautelare in cui ha ordinato sia a TIM sia a Vodafone di sospendere entro 10 giorni le condotte lesive legate alle attività di retention.

Ringrazio l’amico Eros per la segnalazione e Massimo per le precisazioni.

Buona lettura!

mag 12

Per i più pigri estrapolo qualche numero dall’indagine Agcom-Antitrust in relazione al mercato degli SMS in Italia.

  • il 48% degli utenti invia SMS
  • il prezzo degli SMS nel periodo 2002-2008 è aumentato (da 12,2cent a 15cent) in controtendenza con gli altri prezzi
  • il prezzo degli SMS è più alto della media europea
  • i prezzi all’ingrosso (wholesale) pagati dagli operatori virtuali sono più alti della media europea e spesso gli operatori virtuali non sono messi in condizione di replicare le offerte degli stessi operatori poichè non gli
  • i prezzi di terminazione SMS sono tra i più alti in Europa (5,25cent contro una media di 4cent)

In base alle cifre sopra riportate è chiaro che l’Italia, in cui le tariffe voce sono competitive a livello europeo, soffre di una mancanza di concorrenza nel mercato degli SMS. Tutti i principali indicatori della concorrenzialità del mercato (prezzi all’ingrosso, costo di terminazione) sono negativi.

A stemperare la situazione bisogna però evidenziare che circa il 38% degli utilizzatori aderisce a opzioni tariffarie che consentono di inviare SMS a prezzi contenuti (specie se on-net). Questo ha portato a una riduzione del ricavo medio per SMS (pari a 3,5 cent nel 2008).

Di fronte a una situazione simile cosa bisognerebbe fare? Le due Autorità hanno evidenziato che la regolamentazione della terminazione SMS non serve (viene citato il precedente francese in cui una terminazione asimmetrica non è stato di stimolo per la concorrenza).

La regolamentazione del prezzo all’ingrosso potrebbe servire? Forse. Gli operatori virtuali negli ultimi mesi hanno avuto una funzione di stimolo e, tendenzialmente, offrono dei prezzi competitivi sugli SMS. La domanda ha dimostrato di essere elastica al prezzo, pertanto gli stessi operatori virtuali avrebbero convenienza a proporre tariffe “aggressive”. Indubbiamente sarebbe opportuno “correggere” il mercato nella parte in cui i grandi operatori si rifiutano di vendere “blocchi” di SMS a prezzi vantaggiosi. La replicabilità dell’offerta da parte dei competitors è un mattone fondamentale per la costruzione di un mercato concorrenziale.

La fissazione di un tetto per il prezzo degli SMS? Forse, anche se indubbiamente si tratta dell’intervento più drastico che un regolatore può scegliere, ai limiti del “dirigismo”. Come ha ampiamente dimostrato il commissario Reding il mercato della telefonia mobile, se lasciato a sè stesso, può portare a situazioni sub-ottimali. Tendenzialmente i gestori tendono (giustamente, dal loro punto di vista, non sono certo delle onlus!) a trattenere gli extra-profitti.

Le nostre due autorità, Agcom e Antitrust, hanno deciso di non intervenire subito con la “clava” della regolamentazione. Hanno preferito percorrere la strada della moral suasion. Personalmente si tratta di una via che apprezzo, ma devo constatare che nè a livello comunitario, nè a livello nazionale, non si è rivelata una strategia particolarmente efficace.

mag 11

Oggi è stato pubblicato sul sito dell’Antitrust il testo dell’indagine conoscitiva relativa al prezzo degli SMS, degli MMS e delle connessioni Internet (via cellulare) in Italia.

Le principali risultanze erano state già anticipate da Repubblica:

  • il costo degli SMS in Italia è superiore rispetto alla media europea,
  • grossa parte degli utilizzatori beneficia di promozioni che consentono di abbattere il costo unitario e
  • il prezzo wholesale praticato dai gestori “reali” non consente ai gestori virtuali di fare concorrenza sulle tariffe SMS.

Le due autorità pare che abbiano scelto di non intervenire subito con misure regolamentari, pur essendo disposte a farlo. Chiedono agli operatori di rendere più trasparenti le opzioni tariffarie relative agli SMS e chiedono di ridurre il prezzo wholesale per i gestori virtuali. In particolare nell’indagine si legge:

E’ certo – tuttavia – che l’approvando Regolamento UE determinerà una notevole pressione per la discesa dei prezzi wholesale, oltre che di quelli retail.
Ci si attende, pertanto, che gli operatori mobili tengano nel dovuto conto sia il Regolamento, sia gli esiti di questa indagine conoscitiva, così da precedere eventuali interventi ex ante di natura regolamentare e non rendere necessari interventi ex post di carattere concorrenziale atti a garantire condizioni di equilibrio competitivo tra i diversi soggetti sul mercato.

Interessante l’analisi che viene fatta del mercato delle connessioni Internet, in relazione alle quali le Autorità evidenziano l’eccessiva durata dei contratti proposti i quali

vincolando l’utente per una durata eccessivamente prolungata (fenomeno noto come lock-in), non consentono a quest’ultimo di beneficiare della vivacità tariffaria e
tecnologica rinvenibile sul mercato, con evidenti ricadute negative, nel lungo periodo, sulle dinamiche concorrenziali tra gli operatori.

A breve nuove riflessioni.

Buona lettura!

mag 10

Su Panorama.it è stato pubblicato l’articolo in cui Caio ha potuto anticipare alcuni punti contenuti nel proprio dossier. Tra questi la necessità di modificare i criteri per il calcolo della copertura della banda larga.

In base ai nuovi calcoli fatti da Caio gli italiani colpiti dal c.d. “digital divide” sono 7,5 milioni.

Buona lettura!

[via Quintarelli]

mag 8

A quanto pare qualcuno ha potuto leggere il dossier Caio.

Su Panorama e Avvenire sono state pubblicate le prime indiscrezioni, in base alle quali nel rapporto vengono avanzati seri dubbi sulla capacità di Telecom di sostenere un forte piano di investimenti per la realizzazione della NGN. Servono 10 miliardi in 5 anni e Telecom, appesantita dal debito che grava sui suoi bilanci, non pare potersi permettere un piano del genere.

Davvero non capisco come un piano così importante per il destino del Paese venga ancora tenuto segreto.

[via Maxkava]

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