
Per i più pigri estrapolo qualche numero dall’indagine Agcom-Antitrust in relazione al mercato degli SMS in Italia.
- il 48% degli utenti invia SMS
- il prezzo degli SMS nel periodo 2002-2008 è aumentato (da 12,2cent a 15cent) in controtendenza con gli altri prezzi
- il prezzo degli SMS è più alto della media europea
- i prezzi all’ingrosso (wholesale) pagati dagli operatori virtuali sono più alti della media europea e spesso gli operatori virtuali non sono messi in condizione di replicare le offerte degli stessi operatori poichè non gli
- i prezzi di terminazione SMS sono tra i più alti in Europa (5,25cent contro una media di 4cent)
In base alle cifre sopra riportate è chiaro che l’Italia, in cui le tariffe voce sono competitive a livello europeo, soffre di una mancanza di concorrenza nel mercato degli SMS. Tutti i principali indicatori della concorrenzialità del mercato (prezzi all’ingrosso, costo di terminazione) sono negativi.
A stemperare la situazione bisogna però evidenziare che circa il 38% degli utilizzatori aderisce a opzioni tariffarie che consentono di inviare SMS a prezzi contenuti (specie se on-net). Questo ha portato a una riduzione del ricavo medio per SMS (pari a 3,5 cent nel 2008).
Di fronte a una situazione simile cosa bisognerebbe fare? Le due Autorità hanno evidenziato che la regolamentazione della terminazione SMS non serve (viene citato il precedente francese in cui una terminazione asimmetrica non è stato di stimolo per la concorrenza).
La regolamentazione del prezzo all’ingrosso potrebbe servire? Forse. Gli operatori virtuali negli ultimi mesi hanno avuto una funzione di stimolo e, tendenzialmente, offrono dei prezzi competitivi sugli SMS. La domanda ha dimostrato di essere elastica al prezzo, pertanto gli stessi operatori virtuali avrebbero convenienza a proporre tariffe “aggressive”. Indubbiamente sarebbe opportuno “correggere” il mercato nella parte in cui i grandi operatori si rifiutano di vendere “blocchi” di SMS a prezzi vantaggiosi. La replicabilità dell’offerta da parte dei competitors è un mattone fondamentale per la costruzione di un mercato concorrenziale.
La fissazione di un tetto per il prezzo degli SMS? Forse, anche se indubbiamente si tratta dell’intervento più drastico che un regolatore può scegliere, ai limiti del “dirigismo”. Come ha ampiamente dimostrato il commissario Reding il mercato della telefonia mobile, se lasciato a sè stesso, può portare a situazioni sub-ottimali. Tendenzialmente i gestori tendono (giustamente, dal loro punto di vista, non sono certo delle onlus!) a trattenere gli extra-profitti.
Le nostre due autorità, Agcom e Antitrust, hanno deciso di non intervenire subito con la “clava” della regolamentazione. Hanno preferito percorrere la strada della moral suasion. Personalmente si tratta di una via che apprezzo, ma devo constatare che nè a livello comunitario, nè a livello nazionale, non si è rivelata una strategia particolarmente efficace.