nov 27

Interessante articolo in prima pagina sul Financial Times, in cui Colao (ad del gruppo Vodafone, ndr) rimarca le linee guida per il futuro.

In sintesi Colao punta a migilorare la performance delle società esistenti, mediante un taglio delle spese operative per 1.2 mld di euro e mediante una nuova filosofia improntata alla “velocità” e alla “reattività” del gruppo alle esigenze del mercato.

Un driver di sviluppo su cui Colao sembra puntare è l’internet mobile. Non è quindi un caso che Bertoluzzo (ad Vodafone Italia, ndr) abbia di recente annunciato un piano di investimenti da 500 mln di euro proprio in questo segmento.

nov 25

Dopo alcune voci su presunte difficoltà tecniche, pare sempre più concreta l’ipotesi che già il prossimo venerdì il cdm introduca una Robin Hood Tax sulla telefonia mobile. Gli operatori di telefonia mobile, al pari di banche e petrolieri, verrebbero infatti colpiti da una addizionale Ires poichè in passato hanno beneficiato di extra-profitti.

L’Istituto Bruno Leoni non poteva che essere contrario e altrettanto prevedibile era la reazione di Guindani (presidente Assitel e presidente Vodafone IT), il quale ricorda le “batoste” che i bilanci delle compagnie di tlc mobile hanno subito nel recente passato (in sintesi: cd. decreto Bersani, Eurotariffa (taglio ai ricavi da roaming) e prezzi di terminazione).

Interessante pezzo di Morse che sottolinea l’ingente extra-profitto che gli operatori stanno per ricevere grazie al “morbido” taglio prospettato da Agcom per i prossimi anni.

Come ho già avuto modo di osservare un intervento fiscale per correggere extra-profitti produce inevitabili distorsioni nel mercato. Di positivo vi è indubbiamente il fatto che tale provvedimento sortirà effetti pro-concorrenziali, andando a colpire prevalentemente TIM e Vodafone.

nov 24

La riunione (mondiale) dei garanti si è tenuta lo scorso mese, ma solo di recente il decalogo è stato pubblicato sul sito del garante italiano.

Data la diffusione dei social networks (Facebook in primis) credo sia utile dare quanto più risalto possibile ai consigli suggeriti:

  1. Fate attenzione. Pensateci bene prima di pubblicare i vostri dati personali (soprattutto nome, indirizzo, numero di telefono) in un profilo-utente. Fate mente locale, inoltre, rispetto all’eventualità che certe immagini o certe informazioni riemergano in occasione di colloqui di lavoro. Abbiate cura delle informazioni contenute nel vostro profilo. Imparate dagli AD delle grandi imprese: loro sanno bene quale sia il valore dei dati personali, e sanno gestirli. E’ per questo che sul web non troverete mai molte informazioni personali che li riguardino.
  2. Pensateci bene prima di utilizzare il vostro vero nome in un profilo. Utilizzate uno pseudonimo, piuttosto. Tenete presente che anche in questo caso non potete escludere che qualcuno possa identificarvi, visto che altri possono essere in grado di scoprire chi si nasconde dietro il vostro pseudonimo – magari attraverso una foto. Considerate la possibilità di utilizzare uno pseudonimo diverso per ogni piattaforma.
  3. Rispettate la privacy altrui. State attenti soprattutto a non pubblicare informazioni personali relative ad altri (comprese immagini o magari foto recanti legende o didascalie) senza il loro consenso. Tenete presente che in molti Paesi è un reato (in Europa è, come minimo, un illecito ndr) pubblicare informazioni illecitamente, soprattutto se si tratta di immagini.
  4. Informatevi: chi gestisce il servizio? Da quale Paese? Ci sono norme adeguate a tutela della privacy? Ci sono meccanismi di controllo indipendenti (ad esempio, un’autorità di protezione dati) dei quali servirsi in caso di problemi? Quali garanzie dà il fornitore del servizio rispetto al trattamento dei vostri dati personali? Il servizio è certificato da soggetti indipendenti ed affidabili per quanto riguarda il livello di privacy e sicurezza? Utilizzate il web per ricavare informazioni sulle esperienze altrui rispetto alla gestione di privacy e sicurezza da parte di un fornitore di servizi che a voi non sia noto. Utilizzate i materiali informativi messi a disposizione dai fornitori di questi servizi, ma anche da soggetti indipendenti come le autorità di protezione dati e le società che si occupano di sicurezza.
  5. Utilizzate impostazioni orientate alla privacy. Limitate al massimo la disponibilità di informazioni, soprattutto rispetto all’indicizzazione da parte dei motori di ricerca.
  6. Utilizzate identificativi diversi (login e password) da quelli che utilizzate su altri siti web (ad esempio per la posta elettronica o per la gestione del conto corrente bancario).
  7. Utilizzate ogni possibilità di mantenere il controllo sull’utilizzo dei vostri dati personali (dati del profilo e dati di traffico) da parte del fornitore del servizio; ad esempio, rifiutate il consenso all’utilizzo dei dati per attività mirate di marketing.
  8. Seguite con attenzione le attività dei vostri figli su Internet, soprattutto sui siti di social network.
nov 20

La scorsa settimana si è concluso il braccio di ferro tra AGCOM e il Commissario Reding. L’Europa accusava la nostra autorità di fare il gioco degli operatori concedendo dei costi di terminazione troppo elevati. La tenzone si è conclusa con un accordo su 3 punti:

  • taglio nel del 10% dei costi di terminazione nel 2010
  • impegno a rivedere (a breve) il metodo di calcolo dei costi di terminazione alla luce della Raccomandazione che la Commissione emanerà tra poco
  • piena simmetria a 4,5cent nel 2012

Oggi il 24 ore titola “Robin Hood Tax” sui gestori di telefonia mobile. Perchè? Perchè i gestori di telefonia mobile hanno goduto di extra-profitti derivanti da prezzi di terminazione troppo alti.

Ma allora non era meglio ridurre i costi di terminazione? L’utilizzo della leva fiscale produrrà inevitabili distorsioni.

nov 20

Ieri Quintarelli, oggi il sole24ore tornano a parlare di spezzatino per 3 Italia: WIND si prenderebbe clienti (quasi 9 milioni) e rete UMTS, Telecom le perdite fiscali.

Secondo gli analisti ad H3G occorrerebbero ancora 3-4 anni (per arrivare a quota 11-12 milioni di clienti) per “blindare” la propria posizione sul mercato della telefonia mobile. Se si considera che 3 Italia è il “gioiello di famiglia” del gruppo H3G, la decisione di Hutchinson di venderlo farebbe indubbiamente scalpore.

Lo spezzatino è un bene o un male? Da un lato consentirebbe a WIND di raggiungere una quota di mercato “consistente” e in Italia avremmo – finalmente – tre operatori in grado di competere “alla pari” (TIM con circa il 40%, Vodafone con il 35% e WIND con il 25%); dall’altro l’uscita dalla scena dell’operatore più aggressivo nelle proprie politiche commerciali porterà a un calo della concorrenza. Per i clienti credo che sia un male.

Come direbbe Quintarelli “la “concorrenza perfetta” è un concetto relativo; dipende dal punto di vista. Dal punto di vista di chi vende è quando ci si divide il mercato”.

nov 11

Ieri una agenzia ADNKronos riportava un rumor in base al quale erano in corso delle trattative tra H3G (da una parte) e TIM e WIND (dall’altra parte) per la cessione dell’operatore telefonico.

Oggi è arrivata la smentita.

nov 9

Mondo3 anticipa l’imminente lancio del nuovo servizio TuaSMS da parte di H3G. Il servizio consentirà di inviare da web pacchetti di SMS a prezzo scontato.

Non è di questo servizio che vorrei parlare ma della mia prima impressione quando ho visto il banner pubblicitario di H3G:

Quella M mi pareva troppo familiare…

A voi (e agli esperti di IP) l’ardua sentenza…