ott 22

Mentre al Tribunale di Roma viene avviata un’azione inibitoria contro SKY proprio in tema di recesso e decreto Bersani, sul forum di digital-sat un utente indica, in via ufficiosa, i costi che SKY richiederà in aggiunta agli 11euro imposti dall’AGCOM:

Servizi di installazione/parabola – 131 euro come restituzione dei costi per i servizi di installazione di tipo “standard” – così come definito nelle nostre condizioni generali.
Fornitura del solo decoder in comodato – 26 euro se decide di recedere nel primo anno. Laddove applicabile, sarà dovuto il costo dell’operatore pari a 10,48 euro per il recupero del decoder. In alternativa può acquistare il decoder presso i punti di vendita autorizzati SKY.
Offerte promozionali sui pacchetti di abbonamento o servizi premium (Multivision, HD, MySKY, MySKY HD) – rimborso degli sconti di cui ha beneficiato, come differenza tra il prezzo di listino e quello da lei pagato in virtù della promozione, per i mesi di durata della promozione.

Come già detto sono d’accordo con il principio in base al quale SKY abbia il diritto di recuperare i costi vivi dai “furbetti” che sottoscrivono il contratto e dopo pochissimo recedono dal contratto (un corollario del “prendi i soldi e scappa” in cui gli italiani sono ahimè bravissimi, leggi alla voce “erogazioni a fondo perduto da parte dello Stato”).

Ho forti perplessità sulla possibilità di richiedere un corrispettivo per la fornitura del decoder in comodato, poichè l’AGCOM pare non riconoscere la possibilità di caricare sul “recesso anticipato” costi relativi all’apertura del contratto. Troverei molto più “fair” da parte di SKY la decisione di prevedere un upfront variabile.

Ho fortissime perplessità sul terzo punto: la restituzione degli importi derivanti dall’adesione a offerte promozionali. Spesso infatti capita che per squisite finalità commerciali/scelte di marketing vengano vendute come “offerte” delle opzioni che tali non sono. Faccio un esempio: spesso capita che per vendere meglio un prodotto che “commercialmente” vale 100 si dica “il prezzo di listino è 200, ma fino al 31.12 lo puoi avere a 100″.

Il rischio che le penali rientrino dalla finestra, specie con quest’ultima classe di “offerte promozionali”, è altissimo.

Il fatto che agli utenti venga garantito il diritto di sottoscrivere i contratti “a prezzo pieno” (per potere quindi recedere pagando solo 11euro) è, a mio avviso, una impostazione puramente formale. Il decreto Bersani aveva come finalità la tutela del “contraente debole”.

ott 21

Ci siamo più volte occupati dei cd. costi sostenuti dall’operatore, ossia quegli importi che un operatore può legittimamente prevedere come costo a fronte del recesso di un proprio cliente.

Su questo blog già abbiamo affrontato il caso di SKY, che era stata costretta dall’AGCOM a ridurre quegli importi per recesso da 100/200euro a 11euro.

SKY ha impugnato la delibera con cui AGCOM l’ha costretta a questo taglio, e ha pubblicato sul proprio sito che tali importi ORA ammontano a euro 9.53 più IVA, ma che “sono suscettibili di modifica alla luce degli sviluppi del giudizio cautelare in corso dinanzi al giudice amministrativo”.

SKY è però andata oltre, modificando il 17 ottobre le proprie condizioni generali di contratto. Vediamo le novità:

Art. 11-bis: invece della solita tabella che elenca gli importi per recesso anticipato si invita il cliente a controllarli sul sito.

Questa previsione, che ha come intento ultimo il rinvio agli sviluppi del giudizio dinanzi al TAR, potrebbe, ai sensi del Codice del Consumo, presentare qualche criticità: non tutti gli elementi del contratto sono infatti immediatamente conoscibili dal consumatore.

Art. 11-ter: diritto alla restituzione degli sconti.

Questa previsione, del tutto nuova, tutela SKY di fronte a casi di “opportunismo” da parte del cliente, il quale, ad esempio, potrebbe chiedere a SKY l’installazione gratuita della parabola per poi chiedere il recesso ad installazione avvenuta. Così facendo pagherebbe il tutto (parabola e installazione) solo 11euro.

Il testo della legge Bersani, all’interno dell’art. 1, primo comma, aveva previsto qualcosa di simile in riferimento alla previsione di costi di ricarica/termini temporali. Il Parlamento, nella conversione del decreto legge, aveva infatti eplicitamente previsto che non sarebbero stati travolti da nullità “i vincoli di durata di eventuali offerte promozionali comportanti prezzi piu’ favorevoli per il consumatore”.

Questa previsione viene ora utilizzata da SKY per dire che, nel caso in cui il cliente benefici di particolari offerte (vedi l’esempio della installazione parabola), in caso di recesso anticipato (presumo entro i 12 mesi) non basteranno 11euro. Il cliente, oltre a versare 11euro, dovrà rimborsare a SKY il costo della offerta promozionale (costo della parabola + costo dell’installazione da parte del tecnico).

Il principio è, a mio avviso, sacrosanto (specie dopo che l’AGCOM ha chiarito che non possono rientrare tra i “costi sostenuti dall’operatore” i costi di “apertura” del contratto).

Il rischio è che questa disposizione venga utilizzata come trojan horse per aggirare le previsioni contenute nella legge Bersani. L’esame della effettività dei costi sostenuti deve riguardare sia i costi per il recesso sia i costi delle offerte promozionali. Quale è il rischio? Che le penali escano dalla porta per rientrare dalla finestra.

ott 20

Il 4 ottobre 2007 parecchi clienti H3G hanno ricevuto un (criptico) SMS nel quale il gestore li informava che parte del credito promozionale accumulato come credito “senza scadenza” sarebbe stato azzerato (!) il 31 dicembre 2007.

Diversi siti e blog presero una decisa posizione contro quella decisione del gestore. Il gestore rispose puntando il dito contro i propri clienti, accusandoli di avere barato.

L’Antitrust ha invece puntato il dito contro H3G, comminando una sanzione da 130.000 euro (i miei ringraziamenti vanno a Mondo3 e all’amico Massimo per lo scoop). Secondo l’AGCM quella modifica unilaterale è illecita.

Da segnalare che l’AGCOM, nel proprio parere incidentale, ha condiviso la scelta dell’AGCM di sanzionare il gestore.

ott 9

Prendo spunto dall’annunciata riduzione del listino Telecom per fare un ragionamento più generale sulle tariffe F2M (da rete fissa a rete mobile). Dal 1° novembre 2008, in corrispondenza con la riduzione delle tariffe di terminazione di H3G, arrivano nuove tariffe per le chiamate da Telecom verso i cellulari H3G.

(tariffazione a secondi, scatto di 7,87 €cent (invariato); fascia intera lun-ven 8,00-18,30; fascia ridotta lun-ven 18,30-8.00, sab-dom-fest 8.00-24.00)

- TIM: intera 15,36, ridotta 8,92

- Vodafone: intera 15,92, ridotta 9,11

- WIND: intera 16,86, ridotta 9,65

- H3G: intera 22,01 (prec. 27), ridotta 12,78 (prec. 16,19)


(tariffazione a secondi, scatto di 7,87 €cent (invariato); fascia unica)

- TIM: sempre 24h su 24 11,68 .

- Vodafone: sempre 24h su 24 11,78.

- WIND: sempre 24h su 24 12,65.

- H3G: sempre 24h su 24 17,17 (prec. 21,08).

Nessuno stupore in questo (forte) taglio: la riduzione delle tariffe in caso di riduzione dei costi di terminazione è imposta all’incumbent dalla legge.

Ma cosa fanno gli altri gestori di telefonia fissa? Da mesi ormai, nonostante la graduale riduzione dei costi di terminazione, hanno lasciato invariati i propri listini che si somigliano un po’ troppo.

Di fatto la concorrenza si è avuta solo sulle offerte F2F (da rete fissa a rete fissa) e i principali concorrenti di Telecom hanno “finanziato” la riduzione delle tariffe verso rete fissa con l’extra-profitto derivante dalla chiamate verso cellulari.

Ma diamo un’occhiata ai listini dei principali concorrenti di Telecom Italia:

Infostrada: scatto alla risposta 15 + 19 al minuto

Tiscali: scatto alla risposta 15 + 19 al minuto

Tele2: scatto alla risposta 15 + 19 al minuto

Fastweb: scatto alla risposta 20 + 20 al minuto

Lo scatto è quasi il doppio (!) di quello previsto da Telecom e la tariffa, almeno in fascia ridotta, è a volte più del doppio (!). A questo punto che senso ha riparmiare il 20% sulle urbane/interurbane se poi si finisce a pagare l’80/100% in più sulle chiamate verso i cellulari?

Se un amico utilizzasse il telefono di casa per fare chiamate “miste” (sia verso fissi, sia verso cellulari) e mi chiedesse un consiglio su come risparmiare, probabilmente gli consiglierei di rimanere con l’ex-monopolista.

Gli effetti della concorrenza sul mercato della telefonia fissa tardano a vedersi.

ps: le tariffe Telecom sono soggette a verifica da parte dell’AGCOM

ott 8

In questi giorni sono arrivate una serie di interessanti novità da WIND. Di particolare interesse per tutti i BlacBerry addicted le promozioni che riguardano il servizio BlackBerry.

Anzitutto viene prorogata fino all’8 febbraio 2009 la promozione che consente agli utenti con Ricaricabile di avere il servizio gratis per i primi 3 mesi.

Ancora più interessante la promozione che riguarda i piani in Abbonamento: per 24 mesi l’importo del servizio BlackBerry (12euro/mese IVA incl.) verrà offerto uno sconto pari al 100% del canone mensile.

Da diversi mesi WIND sta cavalcando l’onda BlackBerry pubblicizzando su quotidiani (e non solo) le proprie promozioni sul servizio. Da pochi giorni ha inserito in listino il nuovissimo Bold (che però, purtroppo, non rientra ancora tra i telefonini che possono essere sottoscritti mediante l’offerta Telefono Incluso). Ora ha lanciato delle ottime promozioni.

Brava WIND. La “nicchia” (in rapida espansione) di utenti BBerry sicuramente apprezzerà.

 

ott 3

Pochi sono al corrente del fatto che nel Regno Unito diversi operatori hanno impugnato la normativa sovranazionale che ha imposto l’Eurotariffa.

La decisione è stata deferita dalla High Court britannica alla Corte Europea di Giustizia e presumibilmente solamente nel 2009 sapremo se (e come) l’Europa può regolamentare il roaming telefonico.

Qualora la Corte Europea dovesse dare ragione ai ricorrenti tutto il lavoro della Reding per regolamentare SMS e traffico dati potrebbe essere vano. Speriamo di no.

ott 1

Andrea Trapani segnala la prima tariffa veramente “di rottura” da parte di un MVNO (rectius, ESP) italiano. Poste Mobile ha lanciato una tariffa veramente conveniente per tutti i clienti (vecchi e nuovi) che fanno MNP verso il gestore.

La tariffa prevede (qui i dettagli):

  • tariffa voce: 11cent/minuto
  • tariffazione: scatti anticipati da 30secondi
  • no scatto alla risposta
  • SMS: 11cent

Come giustamente sottolinea Andrea si tratta della tariffa nominale più bassa del mercato.

Facendo qualche calcolo ritengo che si tratti (anche) della tariffa reale più bassa del mercato. La tariffazione con scatti da 30 secondi rende infatti difficile il confronto con una tariffazione al secondo senza scatto alla risposta.

Tuttavia sommando alla tariffa nominale il 50% dello scatto, si può giungere per approssimazione alla tariffa reale.

Tariffa nominale 0.11 + 50% scatto da 30″ 0.0275 = 0.1375 tariffa reale

Facendo un confronto con la migliore tariffa Vodafone attualmente sottoscrivibile (Easy Day Special):

  • -10% sul lato voce
  • -25% sul lato SMS
  • no obbligo di ricarica mensile

Davvero una tariffa bomba!

 

ps: Andrea nel proprio blog ritiene che si possa dedurra da questa tariffa una posizione dominante di Vodafone, parlando di un delta del 30-40%. In realtà l’ottima tariffa di Poste Mobile è una tariffa promozionale riservata alle MNP, dal confronto con una tariffa promozionale proposta proprio in queste settimane da Vodafone si nota come il delta sia in realtà ben più contenuto (tra il 10% e il 20%). Obiezione respinta. :)