set 25

Il pacchetto Telecom ha iniziato ieri il suo iter, che dovrebbe concludersi entro la prossima estate. Iniziano tuttavia a vedersi i primi effetti della moral suasion della Commissione.

Dopo che il commissario Reding ha puntato il dito sulla (illecita) tariffazione del roaming internazionale, Vodafone annuncia che dal 1° ottobre la tariffazione delle chiamate in roaming passera al “first minute then per second”.

La tariffazione passerà quindi al secondo, ma prevederà come minimo uno “scatto” iniziale di 60secondi.

Buone nuove.

set 25

Il Parlamento si è rivelato meno coraggioso della Commissione.

Il “Pacchetto Telecom” è stato apprvato, ma il Parlamento ha proposto una serie di emendamenti. Sulla portabilità in particolare l’Europarlamento ha stabilito che “Il trasferimento del numero dovrebbe essere effettuato nel più breve tempo possibile e non oltre un giorno lavorativo. I deputati propongono però di permettere alle autorità nazionali di regolamentazione di prolungare tale periodo“.

La palla (dovrebbe) quindi tornare all’AGCOM.

Asap aggiornamenti sull’iter di questa direttiva.

set 24

Brescia e Bari saranno le prime due città da cui sarà possibile, a partire dal 1° ottobre, sottoscrivere contratti WiMAX.

Linkem lancia infatti la propria offerta commerciale:

  • 20euro/mese per connessione a 7mega
  • 30euro/mese per connessione a 7mega + telefonia VoIP con fissi illimitati
  • 45euro/mese per connessione a 7mega + telefonia VoIP con fissi illimitati e 180minuti verso cellulari

I prezzi mi paiono competitivi, e in linea con quelli praticati per le connessioni Hiperlan.

Il “plus” sta nella possibilità di utilizzare lo stesso abbonamento nelle 55città che verranno gradualmetne coperte da Linkem, a cui si aggiungono i diversi hotspot (autogrill, aeroporti…).

Che la concorrenza abbia inzio!

set 24

L’autorità Antitrust ha aperto durante lo scorso mese di giugno una istruttoria sul settore delle carte prepagate, bancarie e non bancarie (includendo quindi i contratti di telefonia mobile).

Poiché tali carte “obbligano il consumatore a versare anticipatamente un importo per un acquisto non ancora effettuato”, l’autorità ritene che questo comporti una debolezza negoziale che espone il consumatore al “rischio di comportamenti opportunistici da parte delle imprese emittenti.“

Il mio pensiero, inevitabilmente, è rivolto alle rimodulazioni tariffarie dei gestori di telfonia mobile, in grado di incidere negativamente il “potere di acquisto” del credito telefonico presente sulla scheda.

L’autorità intende quindi “verificare come e in quale misura le norme contrattuali e regolamentari che disciplinano l’emissione e la gestione delle carte prepagate immunizzino da tali rischi”.

In riferimento al credito telefonico non acquistato mi pare evidente che la prassi seguita dai nostri gestori non “immunizzi dal rischio di controparte”. La tariffa viene aumentata e non vi è alcuna possibilità di farsi restituire il credito o posticipare gli effetti della rimodulazione.

Attendiamo fiduciosi l’esito di tale indagine.

set 23

Domani il cd. pacchetto Telecom verrà presentato al Parlamento Europeo.

Vediamo alcune delle più rilevanti novità introdotte in tema di telefonia mobile:

  • l’Eurotariffa (voce) viene prorogata al 2013 e viene prevista una graduale riduzione. A partire dal luglio 2002 diventeranno: 0.41 euro per le chiamate effettuate e 0.12 per le chiamate ricevute. la tariffazione sarà al secondo. gli operatori potranno, al massimo, prevedere uno “scatto” iniziale di 30secondi (ma dal trentunesimo secondo la tariffazione dovrà tornare al secondo)
  • l’Eurotariffa si allarga agli SMS. Il loro prezzo massimo sarà di 0.13 euro. Gli SMS ricevuti rimarranno gratuiti
  • l’Eurotariffa si allarga al traffico dati. La tariffa massima sarà di 1.2euro per MB. Per evitare “bollette impazzite” gli operatori dovranno, entro il luglio 2010, consentire ai propri clienti di fissare un tetto di spesa massimo

Le novità sono rilevanti. Positive per i consumatori, assai meno per i bilanci degli operatori.

set 23

Mentre la nostra autorità indipendente chiede agli operatori di accorciare le tempistiche delle portabilità (di rete mobile) a 3 giorni lavorativi, la commissione UE ha progetti ben più ambiziosi.

Il prossimo 23 settembre il Parlamento UE dovrà pronunciarsi su una serie di riforme proposte dalla Commissione UE per rendere il mercato delle tlc più efficiente e trasparente.

Tra le misure proposte l’obbligo di effettuare il cambio operatore (sia di rete fissa, sia di rete mobile) in un giorno lavorativo.

If it can happen in Australia in 2 hours, then 1 day should be entirely feasible in Europe. (V. Reding)

Che bello essere in Europa…

set 20

Lo scorso 17 luglio è iniziato l’iter che porterà alla fissazione delle nuove regole per la portabilità del numero mobile.

Ecco, in sintesi, cosa propone l’AGCOM nella bozza che ha sottoposto a consultazione:

  • la portabilità, sia per gli operatori, sia per gli utenti, diventa gratuita
  • la portabilità diventa più rapida: dalla richiesta al cut-over massimo 3 giorni lavorativi
  • Le richieste di portabilità possono essere raccolte tutti i giorni lavorativi fino alle 19:00 e per evitare problemi relativi al codice fiscale (o P.IVA) vengono introdotte modalità semplificate (invio di SMS o telefonata registrata).
  • La capacità di evasione giornaliera dei gestori viene confermata. La capacità “in uscita” di TIM e Vodafone rimane a 12.000 pratiche/giorno, quella di H3G e WIND a 9.0000 pratiche/giorno.
  • La capacità di evasione giornaliera dei gestori virtuali viene fissata in 1.000 pratiche/giorno.
  • Previsione anti-code. Se un operatore supera la soglia dell’80% della propria capacità di smaltimento pratiche, il mese successivo dovrà automaticamente provvedere ad incrementare la propria capacità di lavorazione di 3.000 pratiche/giorno (per i virtuali +1.000 pratiche/giorno).
  • La capacità di evasione “in ingresso” è pari al doppio della propria capacità di evasione “in uscita”.

Ora si attendono i commenti dei soggetti interessati. Indubbiamente deve essere salutata con favore sia l’eliminazione del costo (per l’operatore) della procedura di portabilità, sia la diminuizione del tempo necessario per la portabilità. Probabilmente l’autorità, specialmente su quest’ultimo punto, poteva essere più coraggiosa (in altre realtà sono sufficienti poche ore). Ritengo tuttavia che 3 giorni lavorativi siano già un ottimo passo in avanti.

set 13

Dopo una lunga pausa estiva ci torniamo ad occupare delle “penali” che i clienti sono costretti a pagare in caso di recesso. Il decreto Bersani ha infatti introdotto sul tema una importantissima novità: il gestore non può più pretendere il pagamento di una cifra a caso, ma può chiedere unicamente il rimborso dei costi sostenuti dall’operatore.

Cosa cambia?

Fino a ieri per recesso anticipato i gestori potevano chiedere somme elevatissime, dallo scorso anno possono richiedere il rimborso solo dei costi che hanno effettivamente sostenuto.

In questa delibera, che si occupa di SKY ma che può essere estesa a tutti gli operatori di telefonia, l’AGCOM stabilisce che:

- il gestore può chiedere il pagamento SOLO dei “costi vivi” sostenuti per la chiusura del contratto (e NON i costi di apertura del medesimo)

- i costi di riparazione e di rigenerazione rientrano tra i costi di apertura e quindi non possono essere addebitati

Morale, SKY potrà chiedere ai propri clienti solo:

- costo per il ritiro del decoder, riconosciuto al negozio che si occupa della riconsegna = 7,40euro

- costo per la spedizione del decoder dal negozio al “magazzino centrale” = 2,13 / 2,56euro

TUTTI gli altri costi (rigenerazione, installazione parabola…) NON possono essere richiesti!

SKY chiedeva fino a 226euro per l’esercizio del diritto di recesso. Ora ne potrà chiedere circa 10. Un applauso all’AGCOM per avere finalmente chiarito i termini di applicazione del decreto Bersani.

Ricordiamo che anche i gestori di telefonia mobile richiedono corrispettivi per il recesso anticipato ancora molto – troppo – elevati. In particolar modo H3G, poichè concede terminali in comodato, richiede importi notevolmente alti (per via dei quali diverse associazioni dei consumatori hanno chiesto l’intervento dell’AGCOM). Anche per H3G presumibilmente il costo per il recesso anticipato non potrà superare i 10/15euro.