ago 18

Da tempo abbiamo denunciato la lentezza dell’AGCOM nel definire le controversie tra utenti e operatori e in particolare il 15 giugno segnalavamo che:

L’AGCOM dovrebbe decidere entro 90 giorni (art. 16 della delibera 173/07, allegato A). Se però si leggono i verbali delle conciliazioni operatori-utenti sul sito dell’AGCOM si scopre che in verità l’autorità definsice le controversie dopo:

L’Autorità, invece di concentrare le propri forze per smaltire la coda, ha preferito una soluzione all’italiana. Ha preso la delibera 173/07 (delibera datata aprile 2007) ed ha allungato il termine di conclusione della conciliazione, portandolo da 3 mesi (rectius, 90 giorni) a 5 mesi (rectius, 150 giorni).

Ma il bicchiere è anche mezzo pieno: i contenziosi di valore inferiore a 500euro godranno di una “corsia preferenziale”, non dovendo più passare per il Consiglio.

Tutte queste modifiche non riguardano chi ha già ricevuto l’atto di convocazione da parte dell’autorità.

ps: chi fosse interessato al vecchio testo della delibera 173/07 lo può trovare qui.

ago 18

L’AGCOM ha di recente stabilito che pure per i contratti business vale il decreto Bersani, nella parte in cui prevede che il recesso possa essere esercitato:

- in qualsiasi momento

- corrispondendo unicamente i costi sostenuti dall’operatore

L’autorità ha argomentato la propria scelta sostenendo che pure le PMI, come i privati, debbono essere considerati “contraenti deboli”, non avendo alcun potere contrattuale di fronte ai contratti per adesione proposti dagli operatori telefonici.

ago 17

Nelle scorse settimane TIM e Vodafone hanno lanciato delle rimodulazioni su larga scala, andando entrambe a colpire i piani tariffari più convenienti.

Come tutti sappiamo dallo scorso anno non si pagano più i costi di ricarica. Il presidente dell’antitrust aveva subito smorzato gli entusiasmi prevedendo un aumento delle tariffe.

Così è stato subito per WIND e H3G, che sono andati a colpire le vecchie tariffe, concepite quando i costi di ricarica esistevano. A un anno di distanza pure TIM e Vodafone (congiuntamente il 75% del mercato della telefonia mobile) hanno deciso di fare la medesima mossa.

Tutti e quattro i gestori entro 18 mesi hanno aumentato le proprie tariffe “assorbendo” i costi di ricarica nelle tariffe. Si tratta di un cartello? Non credo, è una (prevedibile) logica di mercato.

L’abolizione del costo di ricarica dovrà essere comunque ricordato come un evento positivo: in primo luogo poichè il costo di ricarica era una componente del prezzo completamente sottratta alle dinamiche competitive, in secondo luogo perchè era tra le componenti del prezzo che rendevano sensibile il divario tra tariffa reale e nominale, in terzo luogo perchè era una mancanza di concorrenza che “premiava” i gestori “dominanti” (TIM e Vodafone).

Fino a un paio di anni fa una persona faceva una ricarica da 10euro e telefonava per 8euro, ora telefonerà per 10euro con tariffe più care. Apparentemente nulla è cambiato ma ora, ad esempio, sarà più facile fare confronti tariffari.

La domanda della telefonia mobile (consumer) si è rivelata elastica al prezzo: se le tariffe scendono le persone chiamano di più. Credo che la domanda si rivelerà elastica anche di fronte a questi aumenti tariffari (in altre parole ci sarà molto probabilmente una contrazione deI volumi di traffico). Sono curioso di dare un’occhiata alle prossime trimestrali di TIM e Vodafone.