
Più volte ci siamo occupati del diritto del cliente di chiedere il trasferimento e la restituzione del credito residuo (qui, qui e anche qui).
Fino ad oggi l’AGCOM non si era ancora pronunciata sul punto. Nella definizione di una recente controversia l’autorità è stata costretta a pronunciarsi.
Nel caso di specie un gestore di telefonia mobile (vi lascio indovinare quale) ha modificato (in senso peggiorativo) i propri piani tariffari e un utente ha chiesto, ai sensi dell’art. 70.4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, di potere esercitare il diritto di recesso facendosi restituire sia il credito acquistato, sia il credito derivante da autoricarica.
L’autorità ha stabilito che:
- il cliente, in caso di rimodulazione, ha il diritto di farsi restituire “senza alcun costo” il credito acquistato
- il cliente NON ha dirito alla restituzione del credito da autoricarica, essendo credito di natura “non monetaria”
La motivazione con cui l’autorità ha escluso l’autoricarica dal “perimetro” del credito residuo non mi convince.
Il traffico autoricarica può essere considerato credito “non monetario” (sulla distinzione tra credito monetario e non monetario rinvio a questa discussione). Oggetto dell’obbligazione pertanto è una prestazione (telefonate, sms, mms, servizi…). In caso di rimodulazione tariffaria, però, se il gestore alza la tariffa indirettamente viene ad intaccare l’obbligazione alla base del credito da autoricarica.
Faccio un esempio: sul mio cellulare ho 10euro di credito, posso inviare 100SMS a 0,10€ l’uno.
Se però il gestore decide di aumentare il prezzo degli SMS rimodulando la tariffa (e portandolo, in esempio, da 0,1€ a 1€) il gestore ”intacca” l’obbligazione. Una volta divenuta efficace la rimodulazione il gestore non avrà più un debito di 100SMS, ma di soli 10SMS.
Di norma nel nostro ordinamento un debitore non può mai unilateralmente modificare il contenuto della nostra obbligazione. Si tratta di buon senso.
AGCOM invece con questa decisione ha, di fatto, ammesso la possibilità per i gestori di “autoridurre” il debito verso i propri clienti.








