apr 30

La delibera 58/08 non viene da sola, ma nella stessa seduta il consiglio ha “bacchettato” anche La7 e SKY.

Dalla lettura delle due ulteriori delibere si traggono spunti interessanti in merito ai confini del diritto alla monetizzazione del credito.

Al momento i clienti che vogliano chiedere la monetizzazione devono solitamente inviare una raccomandata e pagare al gestore un importo a titolo di “rimborso spese”.

Vediamo cosa dice l’AGCOM:

  • richiedere l’invio di una raccomandata A/R anticipata via fax è troppo oneroso e costoso (delibera 59/08)
  • chiedere 6,20 euro come “costi sostenuti dall’operatore” per la restituzione del credito (via assegno assicurato) è una modalità troppo costosa e onerosa

Vediamo come sono messi i nostri operatori di telefonia mobile sul fronte monetizzazione:

  • i tre principali operatori (TIM, Vodafone, WIND) richiedono l’invio di una raccomandata A/R
  • il costo chiesto passa dai 5euro di TIM e WIND, agli 8euro di Vodafone fino ai 10euro di H3G

Probabilmente anche loro dovranno limare i costi e prevedere procedure meno onerose (a tal proposito si segnala il buon esempio di H3G che ha aggiunto la possibilità di inviare il modulo via fax a un numero verde).

apr 30

Qualche riga per commentare la delibera 58/08 che tanto ha fatto infuriare Adiconsum…

AGCOM ha confermato la linea applicativa contenuta nelle linee guida.

  • la ratio del cd. decreto Bersani è quella di tutelare il consumatore
  • il cliente ha diritto alla conservazione del credito acquistato anche in caso di scioglimento del rapporto contrattauale
  • il cliente ha diritto alla monetizzazione del credito residuo poichè “ove si disconoscesse all’utente …il diritto alla restituzione delle somme anticipate ma poi non utilizzate, si finirebbe per reintrodurre una sorta di caparra o multa penitenziale, ovvero un corrispettivo imposto per l’esercizio del diritto di recesso, in palese violazione dell’art. 1, comma 3, della legge n. 40/07 “

L’autorità ritiene che:

  • Mediaset debba monetizzare il credito
  • Mediaset non possa chiedere il costo di attivazione della scheda (5 euro) ai vecchi clienti (perchè si tratta di un costo fisso, affine ai costi di ricarica)

AGCOM però concede a Mediaset la possibilità di adeguarsi entro e non oltre il 1° aprile 2008.

AGCOM, in parole povere, “chiude un occhio” e invece di sanzionare la condotta illegittima preferisce dare un ultimatum, accogliendo il “programma di adempimenti” presentato da Mediaset e rendendolo vincolante. Un approccio “morbido”.

Sinceramente rilevo un qualche contrasto tra lo spirito del decreto Bersani (un decreto legge che dettava misure urgenti) e l’applicazione dell’AGCOM, che concede alle società 13 mesi per adeguarsi. Misure urgenti vs 13 mesi per recepirle. Urgenza “all’italiana”.

Sono convinto che le misure contenute nel decreto Bersani non siano affatto urgenti (e quindi si potrebbe discutere sulla legittimità costituzionale dell’adozione dello strumento-decreto legge). Di contro 13 mesi ritengo siano davvero troppi.

La delibera 58/08/CONS non è sola… lo stesso giorno sono state emanate pure la 59/08 (La7) e la 60/08 (SKY) di cui parlerò nel prossimo post.

apr 29

AGCOM, con un certo ritardo, ha provveduto a pubblicare la delibera 58/08.

http://www.agcom.it/provv/CONS_sanzioni/d_58_08_CONS.pdf

Buona lettura

apr 26

Qualche riflessione prima che la delibera AGCOM 58/08 venga pubblicata…

Quale é la natura del credito residuo? Le alternative possibili sono due:

  1. obbligazione pecuniaria, dalla quale discende un diritto alla restituzione (soluzione scelta dal decreto Bersani)
  2. obbligo di prestazione, dalla quale non discende un diritto alla restituzione

Il fatto che il credito avesse una scadenza ben definita, riportata su ogni scheda, porta forse a ritenere che nel rapporto contrattuale tra operatore e cliente si sia scelta la soluzione n° 2. Il cliente aveva il diritto di chiedere a Mediaset, entro la data di scadenza (nota fin dal momento della stipula del contratto) una prestazione (in particolare dei servizi televisivi).

Il decreto Bersani ha invece stabilito che il credito residuo ha natura monetaria e non può avere scadenza.
L’AGCOM, nella delibera 58/08, ha specificato che esiste un prima e un dopo Bersani:

  • Chi ha attivato la tessera prima della Bersani ha sottoscritto un contratto con le vecchie condizioni, e ha quindi perso il credito alla scadenza.
  • Chi ha attivato la tessera dopo la Bersani ha sottoscritto un contratto con le nuove condizioni, e quindi ha diritto a riavere il credito.

La decisione dell’AGCOM ha dato ragione a Mediaset? No. Perchè il comportamento di Mediaset ha comunque violato i diritti di chi ha attivato la tessera dopo la Bersani.

La decisione dell’AGCOM è andata contro la decisione dell’Antitrust? No. Perchè comunque chi ha attivato la tessera dopo la Bersani ha visto ledere i propri diritti per “pubblicità ingannevole”.

Ma la legge Bersani non dovrebbe tutelare tutti i consumatori? Sì, ma è stata scritta male

La legge (o decreto) Bersani nasce per eliminare i costi di ricarica solo per la telefonia mobile. Il Parlamento, in un secondo momento, l’ha estesa al settore televisivo però si è dimenticata di modificare l’ultimo periodo dell’art. 1, comma 1.

Mentre si prevede che

“E’ vietata, da parte degli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico o ((del servizio)) richiesto. E’ altresi’ vietata la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico o del ((servizio)) acquistato ”

è previsto solo per gli operatori di telefonia mobile che:

“Gli operatori di telefonia mobile adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.”

Il legislatore probabilmente si è dimenticato di specificare che l’obbligo di adeguamento alle predette disposizioni è da intendersi per tutti quanti (telefonia, internet, televisioni). Motale: interpretando alla lettera la legge solamente gli operatori di telefonia sono obbligati ad estendere la nuova normativa di favore ai vecchi clienti. Mediaset non l’ha fatto.

apr 22

Il 23 aprile ci sarà la seconda udienza dell’inibitoria promossa da Adiconsum contro Mediaset per la messa a scadenza del credito contenuto nelle tessere ricaricabili del digitale terrestre.

Dopo il provvedimento dell’Antitrust che ha sanzionato Mediaset per pubblicità ingannevole (con un percorso argomentativo a mio avviso piuttosto singolare), arriva la sorpresa: l’Agcom ha assolto Mediaset.

Con la delibera 58/08/CONS del 31 gennaio 2008 ha stabilito infatti che il decreto Bersani si applica solo alle tessere attivate dopo l’entrata in vigore del la legge n. 40/2007. Rimango in attesa di leggere il testo completo della delibera (non pubblicata sul sito dell’autorità) per comprendere come è stata giustificata questa scelta che, ritengo, contrasti con la lettera e con la ratio della legge Bersani.

Fonte: http://www.digital-sat.it/new.php?id=13802

apr 12

La domanda interna frena su tutti i fronti, parola di Confcommercio. Tutto rallenta, ma il comparto delle comunicazioni (specie il settore dei servizi) no. +8,1%

Beati noi appassionati di telefonia

apr 10

Oggi arriva il commento della Commissinoe Europea sui costi di terminazione su rete fissa in Italia.

Il piano prevede una forte asimmetria a vantaggio dei competitors di Telecom Italia. Solo nel 2011 tutti i gestori saranno allineati a 0.57 cent al minuto.

L’AgCom è stata promossa con riserva. Perchè? L’asimmetria è troppo alta, al 173,29% rispetto al 52% in Francia e al 29% in Germania.

[via reuters]

apr 9

A Pasqua avevo scritto dei costi di spedizione della bolletta addebitati da Telecom.

E’ notizia della scorsa settimana che Adiconsum ha iniziato una azione inibitoria contro Telecom chiedendo di interrompere questa pratica illegale.

Maggiori informazioni qui.

apr 5

Abbandonare Telecom è sempre stato “pericoloso” e fonte di scocciature.

Dal 26 maggio non sarà più così: grazie a un accordo tra gli operatori

  • si potrà passare da un gestore ad un altro senza più dovere passare per Telecom (es portabilità Fastweb -> Tele2)
  • il passaggio dovrà avvenire in massimo 30 giorni
  • il passaggio dovrà essere confermato dal cliente con l’invio di una copia firmata del contratto (niente attivazioni abusive)
  • il black-out nel passaggio da un gestore a un altro verrà minimizzato

Ottime novità.

Speriamo che questo consenta di rendere più concorrenziale il mercato della telefonia fissa.