dic 28

Se pensavate che i costi di terminazione fossero una prerogativa della telefonia mobile vi sbagliavate: esistono (eccome!) pure nella telefonia fissa.

Come nella telefonia mobile l’AGCOM ha stabilito una asimmetria nei costi di terminazione per cui i gestori più piccoli godono di costi di terminazione più elevati.

Se in un primo tempo Telecom Italia poteva chiedere massimo 0,41 cent/min i “nuovi entranti” potevano chiedere 1,54 cent/min, quasi il quadruplo. “L’asimmetria più alta d’Europa”.

Di recente AGCOM, su richiesta dei “piccoli”, ha rivisto i costi di terminazione in aumento, incrementando l’asimmetria.

  • Fastweb – 2,60 cent/min
  • Bt – 2,28 cent/min
  • Tiscali – 2,24 cent/min

Preoccupazione da Bruxelles, mentra a Napoli questa viene definita come “una delle misure più procompetitive adottate in Italia e in Europa a favore dello sviluppo della concorrenza nel settore della telefonia fissa”.

Fine dell’asimmetria nel 2010.

Identica la situazione pure per quanto concerne gli accordi di interconnessione: nel 2006 Telecom ha fatto causa a Fastweb chiedendo di applicare la clausola di reciprocità dei costi di terminazione (0,55 cen/minuto) contenuta nell’accordo di interconnessione stipulato nel 2000.

Inutile commentare che questi accordi di reciprocità, che premiano i gestori con maggiore potere contrattuale (i più “grossi”) finiscono per vanificare gli effetti pro-competitivi dell’assimetria nei costi di terminazione.

dic 27

Ho appena letto un articolo di Baldini sul Sole 24 Ore: in base a una indagine dell’Ofcom (l’authority inglese) l’Italia è il paese in cui si è assistita alla più massiccia migrazione dalla telefonia fissa alla telefonia mobile: ben il 38% delle famiglie ha abbandonato il telefono fisso (e il canone Telecom).

Numeri davvero impressionanti supportati dalle dicharazioni di Vodafone e TIM che in relazione alla recente possibilità di  trasferire il numero di casa sul cellulare dichiarano di avere superato il milione di portabilità fisso-mobile (596.000 per Vodafone e 811.000 per TIM).

Il processo di sostituzione della telefonia fissa è ormai arrivato a un momento decisivo e imminente è il sorpasso del  telefonino sul telefono di casa (in termini di volume di minuti).

Telefonia mobile sì, ma sempre meno in mobilità.

Vedremo come l’offerta dei vari gestori saprà adeguarsi ai mutati consumi e come i gestori di telefonia fissa cercheranno di rallentare questa migrazione.

dic 24

Su Repubblica un articolo di Alessandro Longo aveva scatenato un putiferio: si tratta di un’intervista ad H3G in cui l’operatore giustificava la rimodulazione del 4 ottobre 2007 (con la quale H3G aveva messo a scadenza il credito accumulato nel 2006) dicendo che gli utenti “hanno barato”.

Più esattamente (riporto il virgolettato) “Vogliamo fare ordine in una situazione che è ai limiti del lecito. Solo attraverso trucchetti, e non con un uso normale del cellulare, quegli utenti hanno potuto raggiungere somme così ingenti. Il che viola però le condizioni generali del nostro contratto.”

Barato, limiti del lecito, violazione del contratto, trucchetti, uso anormale del cellulare… bhe, è di oggi la notizia che H3G ha offerto a tutte questi “loschi figuri” (secondo H3G) il ritorno al vecchio piano tariffario per i prossimi 12 mesi.

Solo chi ha “barato” violando il contratto (secondo H3G) viene premiato, chi si è comportato onestamente viene penalizzato dalla rimodulazione tariffaria.

Delle due l’una: o gli utenti hanno barato e vanno sanzionati oppure non hanno barato e allora chi si è comportato ai limiti del lecito è stato il gestore.

Premiare chi ha barato puzza, e parecchio…

dic 23

Il cd. decreto Bersani ha introdotto il diritto alla “monetizzazione del credito residuo” non solo per la telefonia mobile.

Mediaset Premium si era impuntata ritenendo che il decreto Bersani non la riguardasse, così la scorsa estate è dovuta intervenire la stessa AGCOM per chiedere a Mediaset di rendere il credito ai propri clienti.

Nessuna risposta da parte di Mediaset fino ad oggi, con la pubblicazione della nuova Carta Servizi, che introduce sia la possibilità di trasferire che di monetizzare il credito residuo. I costi non sono ancora noti.

La Carta Servizi non si applica al credito scaduto a giugno 2007.

Meglio tardi che mai? Bha…

dic 20

Terzo capitolo del “dossier” sui costi di terminazione: H3G non ha litigato solo con Vodafone ma pure con TIM. I furbetti però hanno deferito la controversia a un collegio arbitrale per cui non possiamo conoscere i dettagli dell’accordo.

Leggendo i bilanci di Telecom Italia però scopriamo che nel luglio 2006 Telecom Italia ha notificato ad H3G l’avvio di un arbitrato nel quale è stato chiesto di applicare al prezzo di terminazione il criterio di reciprocità contenuto nell’accordo di interconnessione del 2004 (modificato nel 2005).

La stessa identica siutazione che si è presentata con Vodafone: dopo la delibera AGCOM che ha esteso gli obblighi di non disciminazione e trasparenza, H3G ha ritenuto superato l’accordo di interconnessione, ma la controparte ha chiesto invece l’applicazione del criterio di reciprocità.

Purtroppo non sappiamo come è andata a finire.

dic 19

Continuiamo la nostra rubrica andando a spulciare tra i “litigi” tra operatori… In questo caso abbiamo un vecchio caso che vedeva contrapposte Vodafone e WIND.

WIND ha chiesto un maxi-risarcimento poichè a partire dal 1° gennaio 2003 ha pagato a Vodafone, sulla base di un contratto di intercennessione, costi di terminazione più alti di quelli fissati dall’AGCOM. Il tetto era di 14,95cent/min ma WIND, in base a un accordo di reciprocità, pagava 18,08.
Ecco la cronistoria:

  • Nel 1999 la delibera n. 338/99/CONS, ha fisstao il tetto del prezzo terminazione sulle reti di TIM e Omnitel in 360 lire/minuto (18,08 cent/min)
  • Con decorrenza 1 giugno 2003 la delibera n. 47/03/CONS ha abbassato il tetto massimo dei costi di terminazione di TIM e Vodafone a 14,95 cent/min. WIND però aveva stipulato con Vodafone un accordo in base al quale, in base a un principio di reciprocità, avrebbe pagato un costo di terminazione di 18,08 cent/min.
  • Il 31 marzo 2005 WIND ha comunicato a Vodafone che non intendeva più corrispondere il costo di terminazione di 18,08 cent/min

Al termine del procedimento l’AGCOM darà ragione a WIND ma si tratterà di una vittora di Pirro, in quanto sarà efficace solo tra il 1° aprile 2005 e il 31 agosto 2005, data di entrata in vigore della delibera n. 286/05/CONS.

Da questo accordo si evince come WIND per circa 2 anni abbia pagato prezzi di terminazione più elevati del prezzo massimo previsto dall’AGCOM.

dic 18

Recentemente si è molto parlato dei costi di teminazione, e in particolare dei costi di terminazione di H3G definiti i più alti d’Europa

L’AGCOM aveva previsto che a partire dal primo gennaio venisse operato un timido taglio: da 18,76 cent/min a 16,25 cent/min. La Commissione UE ha chiesto all’AGCOM di essere più “coraggiosa”, ma pare che a Napoli abbiano fatto orecchie da mercante confermando il taglio che avevano deciso.

Questa non-notizia è lo spunto per fare qualche ragionamento un po’ più in profondità sui costi di terminazione, e in particolare dei contratti di interconnesione che vengono stipulati tra gli operatori telefonici “in deroga” ai costi di terminazione disciplinati dall’AGCOM. Il contenuto di tali accordi è – di norma – riservato, e l’unico modo che abbiamo per conoscerne qualche dettagli è che le aziende “litighino” e che qualche clausola emerga dalla “sentenza”.

Così è accaduto tra Vodafone e H3G e i più curiosi potranno andarsi a leggere la delibera 29/07/CIR con la quale H3G ha chiesto a Vodafone un maxi-risarcimento.

Ecco la cronistoria:

  • Il 17 luglio 2002 – primo accordo di interconnessione: costo di terminazione reciproco di 18,08 cent/min
  • Il 5 febbraio 2003 – la delibera 47/03/CONS fissa il tetto massimo della terminazione sulla rete Vodafone in 14,95cent/min. H3G chiede di approfittare di questa riduzione.
  • Il 27 aprile 2004 – secondo accordo: costo di terminazione reciproco di 14,95 cent/min
  • Il 19 luglio 2005 la delibera 286/05/CONS fissa i nuovi tetti dei costi di terminazione
    • rete Vodafone: 12,10cent/min
    • rete H3G: 18,76cent/min
  • Il 5 agosto 2005 – Vodafone chiede l’applicazione della clausola di reciprocità previsto dal primo accordo di terminazione
  • Il 16 novembre 2005 – terzo accordo:
    • dal 1° settembre 2005 e fino al 31 giugno 2006 viene riconosciuta una asimmetria nei costi di terminazione di 6,6 cent/min a favore di H3G ma viene previsto un cap a 25,5 milioni di euro.
    • dal 1 luglio 2006 fino al 31 dicembre 2007 si torna alla reciprocità: 12,1 cent/min
  • Il 12 gennaio 2006 – la delibera 3/06/CONS assoggetta H3G agli obblighi di trasparenza e non discriminazione. Il 27 febbraio H3G comunica a Vodafone il proprio prezzo offerta di interconnessione di riferimento (“OIR”): 18,76 cent/min
  • Il 27 luglio 2006 – H3G chiede all’AGCOM che Vodafone paghi il costo di terminazione di 18,76 cent/min e che vengano pagati i maggiori importi a cui H3G aveva diritto fin dal 1° settembre 2005

Cosa ha risposto l’AGCOM? Che H3G non ha diritto a nulla poichè i costi di terminazione sono liberamente negoziabili dagli operatori.

Da questa succosa delibera deduciamo due elementi:

  1. che Vodafone sta pagando ad H3G un costo di terminazione di 12,1 cent/min e non di 18 e passa cent/min
  2. che H3G non ha chiaro il principio del pacta sunt servanda nè con gli altri operatori nè con i propri clienti (si veda alla voce rimodulazioni tariffarie)

ps: a breve ci occuperemo dei costi di terminazione Vodafone vs WIND

dic 16

Sul blog di Quintarelli continuano ad essere segnalate le irrisorie sanzioni inflitte ai nostri operatori per pubblicità ingannevole.

Come abbiamo scritto la normativa è cambiata e il tetto è passato da 100.000 a 500.000euro. Tutti ci auguriamo che Catricalà faccia un buon uso della nuova “arma” che gli è stata affidata (le prime sanzioni in applicazione della nuova normativa dovrebbero arrivare verso febbraio/marzo).

Riporto da Quintarelli:”In Italia Vodafone ha ricavi per 6,1 miliardi di euro e Wind 5 miliardi di euro.

Come se a una persona che guadagna 25.000 euro all’anno fosse inflitta una sanzione pari a 22 centesimi nel caso di Vodafone e 16 centesimi nel caso di Wind.”

Ma è giusto parametrare la sanzione sul fatturato?

A mio avviso no. Il “disvalore” espresso da una pubblicità ingannevole è un disvalore “in sè”, certamente non correlato ai ricavi conseguiti da chi ne è l’autore. Causerebbe solo una sorta di inverse discrimination a vantaggio dei piccoli operatori, nei confronti dei quali non opererebbe alcuna deterrenza. Se Poste Mobile avesse accompagnato il lancio del servizio con una campagna pubblicitaria ingannevole a tappeto quale sarebbe stata l’entità della sanzione? Fatturato zero – multa zero.

Ritengo che l’unica voce a cui sarebbe giusto parametrare la sanzione è il costo della campagna pubblicitaria, unico ordine di grandezza della “diffusività” dell’illecito oppure – come ha osservato Catricalà – prevedere un obbligo di rettifica da parte del gestore responsabile.

Peraltro segnalo che già ora l’Antitrust nel sanzionare gli operatori parametra le sanzioni alle casse del gestore: non è un caso che H3G si veda sempre ridurre le sanzioni per una situazione non proprio florida delle sue finanze.

dic 13

Il giorno 3 agosto ho attivato un contratto TIM Alice KIT Broadband: PC Card di proprietà e 1 giga di traffico al mese con vincolo di 24 mesi. Buona offerta, peccato che dopo circa 10 giorni la scheda è stata bloccata per frode (?!?) ed è diventata inutilizzabile.

La scheda era bloccata, quindi inutilizzabile, c’era un problema di intestazione eppure hanno regolarmente continuato a inviarmi le bollette.

In data 8 settembre ho aperto una segnalazione mi è stato detto: “tempo 24-48 ore e tutto si sistemerà”. La scheda è stata sbloccata ieri, 12 dicembre, dopo 2.976ore, dopo una ventina di solleciti (uno a settimana) e dopo 2 fax inviati.

Ma lunedì arriva la cosa più divertente: TIM mi invia un messaggio sul “numero alternativo” in cui scrive “La invitiamo a ricontattarci”. Io telefono immediatamente e l’operatore mi risponde “I sistemi sono bloccati, richiami domani”.

Qualcosa mi dice che avrò modo di discuterne davanti al Co.re.com.

dic 11

L’Antritrust comunica con il suo bollettino che pure Banca Intesa-San Paolo è stata condannata per pubblicità ingannevole.

Vi starete chiedendo perchè ci occupiamo di banche su questo forum… bhe, perchè anche in questo caso l’Antitrust ha dovuto chiedre il parere all’AGCOM che “stranamente” anche in questo caso ha ritenuto il messaggio non ingannevole.

Ma l’AGCOM chi tutela???

ps: banca Intesa… nomen omen

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