
Se pensavate che i costi di terminazione fossero una prerogativa della telefonia mobile vi sbagliavate: esistono (eccome!) pure nella telefonia fissa.
Come nella telefonia mobile l’AGCOM ha stabilito una asimmetria nei costi di terminazione per cui i gestori più piccoli godono di costi di terminazione più elevati.
Se in un primo tempo Telecom Italia poteva chiedere massimo 0,41 cent/min i “nuovi entranti” potevano chiedere 1,54 cent/min, quasi il quadruplo. “L’asimmetria più alta d’Europa”.
Di recente AGCOM, su richiesta dei “piccoli”, ha rivisto i costi di terminazione in aumento, incrementando l’asimmetria.
- Fastweb – 2,60 cent/min
- Bt – 2,28 cent/min
- Tiscali – 2,24 cent/min
Preoccupazione da Bruxelles, mentra a Napoli questa viene definita come “una delle misure più procompetitive adottate in Italia e in Europa a favore dello sviluppo della concorrenza nel settore della telefonia fissa”.
Fine dell’asimmetria nel 2010.
Identica la situazione pure per quanto concerne gli accordi di interconnessione: nel 2006 Telecom ha fatto causa a Fastweb chiedendo di applicare la clausola di reciprocità dei costi di terminazione (0,55 cen/minuto) contenuta nell’accordo di interconnessione stipulato nel 2000.
Inutile commentare che questi accordi di reciprocità, che premiano i gestori con maggiore potere contrattuale (i più “grossi”) finiscono per vanificare gli effetti pro-competitivi dell’assimetria nei costi di terminazione.











